Un incontro diretto con Mister Scala per raccontare “Free”, un album che recupera il valore degli strumenti suonati e di un approccio autentico, lontano dalle mode. Un lavoro personale che mette al centro l’identità artistica e il bisogno reale di esprimersi senza filtri.

“Free” sembra un album molto libero davvero, anche nelle scelte sonore. Quanto c’è stato di istinto rispetto alla progettazione?
Un po’ istinto un po’ progettazione. Ho cercato di portare avanti un lavoro onesto, con sonorità un po’ vintage. Non volevo seguire le mode del momento.
Nel brano “Sole e Nuvole” racconti che tutto può cambiare in un attimo. È una visione maturata nel tempo o legata a un momento preciso?
Prendo ispirazione da quello che vedo e da quello che sento; sole e nuvole per me rispecchia la società attuale con tutte le sue contraddizioni
Si sente un forte richiamo agli anni ’90 nel suono. È una scelta nostalgica o una necessità artistica?
Sicuramente è una necessità artistica. Amo la musica vintage ma ascolto anche quella attuale. Quando scrivo preferisco che suonino gli strumenti veri. Ho studiato una vita e continuo a studiare ogni giorno. A parte qualche loop di batteria, tutto il disco è realizzato con chitarra, tastiere, basso.
Guardando avanti, cosa rappresenta questo progetto artistico per il tuo percorso?
Un’altro mattoncino del mio percorso. Osservo e analizzo i cambiamenti, l’evoluzione della musica (a volte); poi traduco in musica e interpreto con la mia personalità.
