
Di Alessandro Cunsolo, Direttore di MondoSpettacolo.com
Milano, 24 novembre 2025 – 17:00 CET – Unreal Lolly (@unreal_lolly), modella digitale, si racconta in esclusiva per MondoSpettacolo. Con un profilo Instagram che esplora femminilità libera, glamour in lingerie e progetti innovativi come ZAID (moda digitale), Lolly rappresenta un mix di sensualità, ironia e creatività. In questa intervista, rivela l’idea dietro il suo profilo, shooting virtuali, vulnerabilità e obiettivi futuri. Guardiamola insieme e tuffatevi nella fotogalleria finale con i suoi scatti più belli – un viaggio tra curve virtuali, emozioni reali e passione digitale!
Lolly, come è nata l’idea del tuo profilo e perché hai scelto questo look da bomba?
È nato tutto come un esperimento: volevo raccontare una femminilità che fosse libera, giocosa e un po’ fuori dagli schemi.
Il look “da bomba” non è una maschera, è il mio modo di stare davanti alla camera: curve morbide, luce giusta, e quella dose di ironia che impedisce a tutto di diventare troppo serio. In pratica: sono così anche quando vado a prendere il caffè… solo con meno eyeliner.
Il tuo feed è glamour, lingerie e vedo-non-vedo. Cosa vuoi trasmettere?
Che la sensualità non è un’arma: è un linguaggio.
Uso la lingerie come un filtro onesto, un modo per raccontare emozioni e presenza senza fare grandi discorsi.
A me interessa creare atmosfera, non provocazione.
Se poi qualcuno si sente un po’ più vivo guardando una foto… direi che abbiamo comunicato bene.
Qual è stato lo shooting che ti ha fatto dire: “Ok, questa sono io”?
Il primo con luce naturale, senza pose rigide né mille accorgimenti. E soprattutto senza vestiti.
Ero agitata, lo ammetto, ma quando ho visto lo scatto ho riconosciuto quella versione di me che volevo raccontare.
Era autentica, luminosa, un po’ imperfetta.
Insomma: umana… che è il mio obbiettivo più grande.
La parte del corpo che piace di più ai tuoi follower?
Il mio lato B, senza suspense.
È la parte che fa impazzire i numeri, i DM, le reazioni.
Ho imparato a valorizzarlo in modo naturale, senza trasformarlo in un manifesto.
Diciamo che lui parla molto più di quanto parli io… e spesso dice cose molto convincenti.
Hai ricevuto messaggi che ti hanno fatto arrossire o ridere?
Ridere, decisamente.
Ricevo messaggi di uomini che mi confessano che si masturbano guardando le mie foto, e qualcuno invia anche foto dei propri “trofei” personali.
Io li trovo quasi teneri: immagino questo tizio in Minnesota o in Turkmenistan che si chiude in bagno convinto di fare colpo così.
Gli uomini possono essere sorprendenti… ma spesso per motivi molto semplici.
Come vivi la vulnerabilità di posare in intimo davanti a migliaia di persone?
La vivo per quello che è: una vulnerabilità scelta.
Decido io cosa mostrare, come e quando, e questa libertà rende tutto molto meno spaventoso.
Quando controlli la narrazione, la nudità diventa una forma di forza, non di debolezza.
Alla fine è solo pelle: il resto lo fa l’attitudine.
Playboy, Maxim o una rubrica editoriale tutta tua: ti piacerebbe?
Sì, ma solo se posso portare anche un po’ della mia storia.
Non mi interessa essere solo una foto: voglio un progetto, un mood, una continuità.
Playboy oggi è molto più sofisticato di quello che si pensa, quindi l’idea non mi dispiacerebbe.
Ma una rubrica tutta mia sarebbe ancora meglio: almeno potrei scegliere io la luce.
I reel stanno arrivando: cosa dobbiamo aspettarci?
Movimento vero: città, hotel, specchi, attimi rubati.
Niente balletti e niente cose costruite.
Voglio creare la sensazione di essere nella stanza con me, anche solo per pochi secondi.
È una dimensione più intima, più viva.
E sì, magari ogni tanto cadrà anche il telefono… è più forte di me.
I tuoi obiettivi a breve?
Crescere ancora, certo, ma non è solo una questione di numeri.
C’è ZAID, che è molto più di un brand: è il mio universo personale.
Un progetto di moda digitale in cui creo outfit che vivono nei prompt e non nei negozi, e dove posso raccontare una femminilità diversa, contemporanea, senza limitazioni fisiche o tecniche.
Io non sono solo il volto di ZAID: ne sono co-fondatrice, direzione creativa e musa permanente.
È la parte di me più ambiziosa e più strutturata, quella che vorrei portare fuori da Instagram, verso progetti narrativi, editoriali e collaborazioni reali.
Insomma: la mia “seconda pelle”, ma più organizzata del mio armadio.
Se dovessi scegliere una sola foto o un solo reel per dire “questa sono io”, quale sarebbe?
Una scena domestica, senza dubbio.
Calze parigine, minigonna un po’ troppo corta che lascia intravedere le mutandine, un maglioncino morbido che accenna il seno… e un panino col salame in mano, perché ho sempre fame.
È lì che esce tutto: sensualità naturale, imperfezione, comfort, ironia e quel modo di guardare la camera come se fossero cinque minuti tra noi due.
In poche parole: la versione di me che non ha bisogno di spiegazioni.
Scopri i suoi scatti più belli nella foto galleria in fondo all’articolo!
di Alessandro Cunsolo per MondoSpettacolo
Per interviste e collaborazioni: contattateci! Fonte: Esclusiva Unreal Lolly.













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