Davide Narracci: Il Maestro della Fotografia Artistica tra Emozioni e Editing

Di Alessandro Cunsolo, Direttore di MondoSpettacolo.com Milano, 22 novembre 2025 – 17:00 CET – Davide Narracci, fotografo artistico con un approccio unico che fonde spontaneità, emozioni umane e maestria in post-produzione, si racconta in esclusiva per MondoSpettacolo. Con uno stile che rifiuta etichette e privilegia storie personali, Davide padroneggia Photoshop come uno strumento creativo, trasformando scatti in opere d’arte. In questa intervista, rivela ispirazioni, processi creativi, influenze e consigli per aspiranti artisti. Guardiamolo insieme e tuffatevi nella fotogalleria finale con i suoi scatti più iconici – un viaggio tra realtà, astrazione e passione pura!

Cosa ti ha spinto a scegliere la fotografia artistica come tuo genere principale? Qual è la tua ispirazione?

Rispetto tutta l’arte, ma la mia miccia è la storia delle persone. Il resto è rumore di fondo.

Come definisci il tuo stile fotografico? C’è un tema o un’emozione che cerchi di catturare nelle tue immagini?

Incasellarmi? No, grazie. Voglio che chi è ritratto si riconosca in un’emozione, non in un’etichetta.

Qual è il processo creativo dietro una delle tue foto più iconiche? Come nasce l’idea?

Zero ricette standard. Ho processi che evolvono, si sporcano le mani e migliorano. Le idee nascono dalle persone, non da slogan impersonali.

Come bilanci la spontaneità del momento con la cura dei dettagli in post-produzione?

Lo scatto è lo start. Se la partenza è povera, la post non fa miracoli: esalta o tradisce ciò che c’era all’origine.

Come hai imparato a padroneggiare Photoshop? Qual è il tuo segreto per ottenere risultati così raffinati?

Photoshop è un pianoforte. Tutti possono suonare “Fra Martino”; pochi studiano fino a comporre. La differenza? Non fermarsi all’accettabile.

Quali sono le tecniche di editing che usi più spesso per dare un tocco “artistico” alle tue foto?

Nessuna formula segreta. Ogni progetto parla una lingua diversa. Io parto sempre da: emozione prima, estetica dopo.

Fino a che punto modifichi una foto? Cerchi di mantenere la realtà o ti piace spingerti verso l’astrazione?

Quando facevo surrealismo 15 anni fa, “modificare” era una bestemmia. Oggi si paga l’AI per farlo male e in fretta. Dietro uno scatto c’è un progetto, non un click.

Hai un workflow particolare per gestire i ritocchi su grandi progetti (es. serie di scatti, esposizioni)?

Workflow prefabbricati? No. I lavori grandi o piccoli si trattano su misura, altrimenti sono cloni senz’anima.

Qual è il tuo consiglio per chi vuole imparare a usare Photoshop in modo creativo?

Prima si impara a danzare, poi si improvvisa. Tradotto: conosci ogni leva di Photoshop, dop e solo dopo lascia che il resto ti dia una mano.

Quali artisti (fotografi, pittori, ecc.) ti influenzano di più? Come si riflette questo nelle tue opere?

Fuori dall’Italia spesso corrono più veloci. Johansson e Chernyadyev sono riferimenti. Se vuoi crescere, guarda chi ti supera!

Come ti mantieni aggiornato sulle tendenze della fotografia artistica e del digital editing?

Le tendenze non le inseguo: le filtro. Arrivano loro da me, non il contrario.

Hai mai collaborato con altre discipline (es. pittura, musica)? Come vedi l’intersezione tra arte e tecnologia?

Ho incrociato pittura e body painting. Ogni innesto è oro, finché non toglie identità al messaggio.

Qual è stato il progetto più sfidante finora? Come l’hai affrontato tecnicamente e creativamente?

La vera difficoltà? Quando manca l’idea. Senza quella, la tecnica è solo pirotecnia. Natura e realtà restano i miei piani B infallibili.

Che tipo di soggetti ti piace fotografare di più (es. paesaggi, ritratti, nudo artistico)? Perché?

Nessun soggetto totem. Mischio, contamino, ribalto. Se si può prevedere, non va bene.

Come scegli le location o i modelli per i tuoi scatti? C’è un processo di selezione?

Location da viaggi e città dimenticate. I soggetti arrivano per selezione naturale: senza stima ed empatia, niente fotografia. Le mode le lascio agli algoritmi; io cerco la luce che gli altri non vedono.

Stai lavorando a qualcosa di nuovo? Possiamo anticipare?

Sì, sto producendo molto. Il difficile non è iniziare: è decidere cosa spoilerare.

Se potessi “fotografare” un sogno o un’emozione, quale sarebbe e come lo renderesti?

Márquez docet: “Non piangere perché è finito, sorridi perché è successo”. Vorrei fotografare quel sorriso, il perché è successo.

Qual è il tuo errore di editing più epico? Cosa hai imparato?

Errore epico? Licenza poetica: cambiai il colore degli occhi a un soggetto e fu presa come offesa. Lezione: prima dell’arte, conta l’intelligenza di chi guarda e di chi crea.

Hai un consiglio per chi vuole iniziare a sperimentare con la fotografia artistica e il Photoshop?

Domandati perché vuoi iniziare. Se la risposta è “passione”, preparati: la discesa arriva, ma solo dopo la salita.

Scopri i suoi scatti più iconici nella fotogalleria in fondo all’articolo!

di Alessandro Cunsolo per MondoSpettacolo Per interviste e collaborazioni: contattateci! Fonte: Esclusiva Davide Narracci.

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