Dal teatro musicale americano alla canzone d’autore: il performer pugliese, da anni a New York, pubblica “Se La Vita Fosse Un Musical”, un album in cui quotidianità, ironia e memoria personale diventano materia narrativa

Ci sono canzoni che raccontano emozioni e canzoni che, invece, sembrano mettere in scena una storia. È in questo secondo territorio che si muove Pasqualino Beltempo, performer e cantautore italiano originario di Bari e residente a New York dal 2010. Il suo percorso artistico nasce dall’incontro tra teatro e musica e trova una nuova espressione in “Se La Vita Fosse Un Musical”, album pubblicato il 6 luglio 2026 da Angapp Music, disponibile anche nella versione inglese “If Life Were a Musical”.

L’idea alla base del progetto è semplice quanto fortemente legata alla formazione teatrale dell’artista: immaginare la vita come un grande spettacolo, nel quale gli incontri possono diventare duetti, le difficoltà trasformarsi in numeri corali e le emozioni trovare una propria dimensione musicale.

Il disco rappresenta il seguito del percorso iniziato nel 2023 con “Eccellenza Mediocre”, nato durante la pandemia. Quel primo lavoro era stato concepito come una risposta artistica a un periodo nel quale relazioni, abbracci, incontri e condivisione avevano assunto un valore ancora più evidente. Con il nuovo album Beltempo prosegue quella ricerca, sviluppando una cifra stilistica che mette insieme il musical contemporaneo, le grandi orchestre swing, la tradizione della canzone d’autore italiana e suggestioni riconducibili alla chanson francese.

Dalla Puglia a New York

La vocazione per il palcoscenico accompagna Beltempo fin dall’infanzia. A quattro anni partecipa alla sua prima gara canora e, negli anni successivi, comincia a esibirsi in diverse località della Puglia. Parallelamente agli studi universitari in Geologia, si forma artisticamente presso l’Accademia Unika di Bari.

È proprio durante questo periodo che incontra Maria Laura Baccarini, interprete di produzioni come A Chorus Line, Chicago, Cabaret e West Side Story. Baccarini riconosce le sue potenzialità e lo incoraggia a trasferirsi negli Stati Uniti per proseguire il proprio percorso artistico.

A New York Beltempo frequenta l’International Program del Broadway Dance Center, dove riceve l’Outstanding Student Award. Da quel momento prende forma una carriera nel teatro musicale che lo porta a lavorare in diverse produzioni e a interpretare ruoli importanti del repertorio internazionale.

Tra i personaggi portati in scena figurano Carlos e Lowell nel tour nazionale di Legally Blonde, Bernardo in cinque diverse produzioni di West Side Story, Gomez ne La Famiglia Addams, Munkustrap in Cats, Magaldi in Evita, Zangara in Assassins, Pablo in Sister Act, Tito in Lend Me A Tenor e Al in A Chorus Line.

Alla formazione teatrale si aggiunge la partecipazione al reality Theality TV, disponibile su Revry, Apple TV e Amazon Prime e dedicato alla nascita di un nuovo musical a New York. Nel 2022 Beltempo torna inoltre temporaneamente in Italia per occuparsi delle coreografie del tour Exuvia di Caparezza, esibendosi anche come performer al suo fianco.

Canzoni come scene

È questa esperienza sul palcoscenico a diventare il centro della sua attività discografica. In “Se La Vita Fosse Un Musical” i brani non vengono concepiti soltanto come canzoni, ma come piccoli spettacoli, costruiti attraverso personaggi, dialoghi e situazioni narrative.

Il disco attraversa temi personali e contemporanei. Da una parte ci sono identità, appartenenza, radici e il rapporto con il proprio Paese quando si vive lontano dall’Italia; dall’altra trovano spazio episodi della quotidianità osservati con ironia.

La vita di un italiano emigrato a New York diventa così materia narrativa: la necessità di svolgere lavori diversi per mantenersi in una grande metropoli, le delusioni legate a un’audizione andata male e persino la reazione ironica nei confronti di chi riesce a ottenere il ruolo desiderato.

Il filo conduttore è uno sguardo sulla realtà che cerca di tenere insieme riflessione e autoironia, trasformando esperienze personali e situazioni ordinarie in materiale per una narrazione musicale.

“Il Tempo Vola”, un duetto costruito sulla vita reale

Tra i brani dell’album c’è “Il Tempo Vola”, duetto interpretato insieme a Cristina Siciliano. La canzone racconta l’evoluzione di una relazione attraverso una struttura in tre atti.

Il primo momento è quello dell’innamoramento, delle telefonate interminabili e della sensazione di aver incontrato la propria metà. Con la convivenza, però, la prospettiva cambia: il romanticismo lascia progressivamente spazio alle abitudini, ai piccoli conflitti e a quei difetti del partner che diventano parte della vita quotidiana.

Il carattere particolare del brano è legato anche al rapporto tra i due interpreti. Beltempo e Siciliano sono amici da molti anni e hanno inserito nella canzone alcuni dei loro reali difetti e delle imperfezioni che hanno imparato a conoscere nel tempo. La complicità tra le due voci nasce quindi anche da una relazione personale preesistente.

Cristina Siciliano è cantante, ballerina e attrice e attualmente è in tour con Caparezza come performer dello spettacolo dedicato a Orbit Orbit, album insignito della Targa Tenco 2026 come Miglior album in assoluto. Nel corso della sua carriera ha lavorato su palcoscenici internazionali, tra cui la Sydney Opera House, e ha collaborato con Yamaha Music Europe. Ha inoltre maturato esperienze artistiche alle Maldive, presso i Nakai Resorts, e nella Repubblica Dominicana.

Fede e responsabilità in “Nel Nome di Dio”

Un’altra collaborazione dell’album è quella con Simona Rodano, protagonista insieme a Beltempo del brano “Nel Nome di Dio”.

La canzone mette in dialogo due voci sul rapporto tra fede, spiritualità e responsabilità individuale. Il testo affronta il modo in cui valori come amore, rispetto e compassione possano essere dimenticati o distorti quando il dogma religioso prende il sopravvento. Anche in questo caso il confronto tra prospettive differenti viene trasformato in una sorta di scena teatrale.

La collaborazione tra Beltempo e Rodano nasce dalla loro esperienza all’interno di Incanto Productions, compagnia teatrale italiana con sede principale a New York fondata dalla stessa Rodano.

Performer, cantante, attrice, autrice, regista e produttrice, Rodano ha portato il proprio lavoro anche alla Carnegie Hall, alla Sydney Opera House e al Café de Paris di Monte Carlo. In Italia ha collaborato con la RAI e ha interpretato Angela nel musical Pinocchio – Il Grande Musical della Compagnia della Rancia, con musiche dei Pooh.

Negli Stati Uniti è conosciuta anche come “The Italian Fairy”, personaggio nato nell’ambito di un progetto educativo dedicato alla diffusione della lingua e della cultura italiana attraverso teatro, musica e movimento. Con Incanto Productions ha ideato e prodotto diversi spettacoli bilingui destinati a famiglie e scuole, tra cui Sempreverde (Evergreen), L’Italia e i Sette Mondi (Italy and the Seven Worlds) e Pinocchio Pop.

Una produzione costruita in famiglia

Il legame familiare attraversa anche la realizzazione musicale dell’album. Gli arrangiamenti sono firmati da Gabriele Mastropasqua, compositore, sassofonista e arrangiatore pugliese, che ha curato la scrittura dell’intero disco.

La sua musica combina eleganza orchestrale, influenze jazz e sensibilità teatrale, contribuendo a creare un impianto sonoro nel quale le canzoni assumono una dimensione scenica. Attivo tra jazz, swing, funk e contaminazioni contemporanee, Mastropasqua ha pubblicato anche l’album Jazzed-Up! per l’etichetta Dodicilune.

Il rapporto con Beltempo, però, non è soltanto professionale: i due sono cugini. Sono cresciuti condividendo la passione per la musica e suonando insieme fin da giovani, ritrovandosi oggi all’interno di un progetto che unisce legame familiare e collaborazione artistica.

La dimensione familiare torna anche in “Millennial senza figli”, brano al quale partecipa Alessandro, nipotino di Beltempo. Il bambino interpreta un piccolo personaggio capriccioso che mette alla prova la pazienza dei genitori, creando un contrappunto ironico rispetto al tema della canzone.

Il brano osserva le differenti esperienze dei millennial senza figli e quelle di amici e familiari che vivono invece la quotidianità della genitorialità, mantenendo un tono leggero e privo di giudizi. La presenza di Alessandro diventa così parte integrante del racconto e della dimensione familiare dell’album.

Il coinvolgimento dei parenti era già presente nel precedente lavoro Mediocre Excellence / Eccellenza Mediocre, nel quale Beltempo aveva coinvolto la zia Ziellina nel brano “Mo ti blocco”, affidandole un rap in dialetto giovinazzese dedicato alla negatività sui social network.

Il suono del disco

A completare la formazione musicale di “Se La Vita Fosse Un Musical” sono Gabriele Mastropasqua ai sassofoni, Antonio Fallacara alla tromba e al trombone, Paolo Luiso al pianoforte e ai synth, Antonello Losacco e Angelo Verbena al contrabbasso, Antonio Di Lorenzo alla batteria e alle percussioni e Silvio Annese alla batteria.

La registrazione, il missaggio e il mastering sono stati curati da Tommaso Cavalieri presso Sorriso Studios.

Il risultato è un progetto nel quale l’esperienza maturata da Beltempo nel teatro musicale diventa il linguaggio attraverso cui raccontare la vita quotidiana. Le storie personali, le relazioni, le difficoltà, l’esperienza dell’emigrazione e gli episodi più ordinari vengono così ricondotti a una stessa idea: quella di una realtà che, se osservata attraverso la lente del musical, può trasformarsi in una sequenza di scene, dialoghi e canzoni.

Con “Se La Vita Fosse Un Musical”, Pasqualino Beltempo porta dunque nel lavoro discografico una visione maturata negli anni sul palcoscenico, costruendo un album nel quale musica e teatro procedono insieme e nel quale anche la quotidianità può diventare materia per una storia da cantare.

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