Prodotto dall’associazione Stefano Francia Enjoy Art, il format a cadenza quindicinale mette a confronto Vangelo, cultura pop e vita quotidiana per riscoprire il senso profondo del sacro oltre ogni formalismo.

Che cosa significa davvero avere fede oggi? Basta rispettare un precetto, presenziare a un rito della domenica o recitare una preghiera mandata a memoria, o c’è qualcosa di più intimo e trasformativo? È attorno a questo nodo cruciale che prende vita “Fede senza Filtri”, il nuovo podcast prodotto dall’associazione Stefano Francia Enjoy Art, scritto e condotto dal giornalista e autore Fabrizio Silvestri insieme a don Gerardo Rodríguez, per tutti semplicemente don Gerry.

Il progetto editoriale, rilasciato su Spreaker (all’interno del canale “L’uomo con la radio”) e disponibile su tutte le principali piattaforme digitali di streaming, nasce con una periodicità quindicinale e una missione precisa: scardinare i linguaggi precostituiti della catechesi tradizionale per aprire uno spazio di confronto autentico, franco e persino ironico, capace di parlare tanto ai credenti quanto a chi si sente distante dalle istituzioni religiose.

Prodotto dall’associazione Stefano Francia Enjoy Art, il format a cadenza quindicinale mette a confronto Vangelo, cultura pop e vita quotidiana per riscoprire il senso profondo del sacro oltre ogni formalismo.

A segnare il tono della prima puntata è una commistione narrativa spiazzante ma efficace: il punto di partenza non è un testo teologico, bensì una strofa del brano Disincanto di Madame: «Se fossi stata Eva avrei ingoiato pure il torsolo assieme a tutta la mela con i semi».

Da questo spunto pop e ribelle, Silvestri e don Gerry imbastiscono un dialogo serrato che attraversa temi di stringente attualità: il peso del giudizio sociale, il senso di colpa, la responsabilità individuale e la dignità della donna, storicamente gravata dalla narrazione patriarcale che l’ha spesso relegata a simbolo primordiale del peccato e della caduta. La rilettura della Genesi e dell’archetipo di Adamo ed Eva abbandona la dimensione dogmatica per trasformarsi in un’indagine sulla libertà umana, sulla paura e sul meccanismo perenne dello scaricabarile morale, specchio fedele delle fragilità contemporanee.

Uno dei passaggi più densi della conversazione affronta la distinzione essenziale tra religiosità naturale e fede autentica. Se la prima risponde al bisogno umano di decifrare il mistero dell’ignoto e colmare il vuoto esistenziale attraverso consuetudini codificate, la fede vera e propria si configura come un evento vivo: non un metodo, ma un incontro personale.

Il messaggio centrale dell’episodio sfata l’idea di un rapporto con il sacro basato sul ricatto, sulla paura o sulla transazione devozionale (do ut des). Al contrario, propone l’esperienza di una presenza che rimane solida e discreta anche nei momenti di disorientamento e dubbio.

Una riflessione per credenti, curiosi e disillusi

Con uno stile colloquiale e privo di retorica, Fede senza Filtri non punta a convertire, ma a creare una conversazione aperta a chiunque viva la propria ricerca interiore in modo laico, critico o semplicemente inquieto.

La puntata si congeda con una provocazione lucida: è possibile vivere senza Dio? La risposta è disarmante nella sua sincerità: sì, certamente. Ma, come conclude don Gerry, «con Dio si vive meglio». Un invito all’ascolto che promette, episodio dopo episodio, di togliere la polvere dai grandi temi dell’esistenza umana.

Di Grazia Guarino

Strategic Communication Consultant & PR Advisor.

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