Dalle figure della fantascienza alle nuove presenze digitali: giovedì 15 ottobre Paolo Euron presenta alla Libreria Belgravia il suo saggio pubblicato da Gremese, in dialogo con Enrico Giacovelli. Un incontro tra cinema, estetica e desiderio, al quale sarà presente anche Mondospettacolo.

Di Alessandro Cunsolo, con la collaborazione di IAIA

Che cosa ci affascina in una figura artificiale che somiglia a un essere umano? La perfezione del suo aspetto, il mistero della sua natura oppure la possibilità di riconoscervi qualcosa di noi?

Sono interrogativi al centro di Bellezza artificiale. Il fascino di donne sintetiche, ginoidi e robot sessuali nella letteratura, nel cinema e nella cultura pop, il saggio di Paolo Euron, pubblicato da Gremese Editore, di cui è annunciata la prima presentazione giovedì 15 ottobre 2026, alle ore 18:30, alla Libreria Belgravia di Torino, in via Vicoforte 14/d.

L’autore dialogherà con Enrico Giacovelli sul rapporto tra intelligenza artificiale, bellezza, desiderio e relazioni umane. Un appuntamento che invita a guardare le donne artificiali non soltanto come invenzioni spettacolari, ma come figure attraverso le quali interrogare l’immaginario che le ha prodotte.

Perché la domanda, prima ancora di riguardare ciò che una macchina potrebbe diventare, riguarda ciò che gli esseri umani desiderano crearvi e ritrovarvi.

Da Metropolis a Ex Machina: la donna artificiale nell’immaginario

Il percorso ricostruito da Euron parte da lontano: dalle statue animate del mito classico e dal desiderio di dare vita a una forma creata dall’uomo. Attraversa poi la letteratura, il cinema e la cultura pop, fino alle rappresentazioni tecnologiche contemporanee.

Tra i riferimenti cinematografici annunciati ci sono Metropolis, Blade Runner ed Ex Machina: opere che il saggio inserisce in una ricerca più ampia sulla figura della donna artificiale, accanto ai robot relazionali e alle love doll contemporanee.

Per chi ama il cinema, è un punto di partenza particolarmente interessante. Non si tratta soltanto di ritrovare immagini conosciute, ma di interrogarle da un’altra prospettiva: che cosa chiediamo a quelle figure? Che siano simili a noi, che ci sorprendano oppure che corrispondano a un ideale impossibile da incontrare nella realtà?

La presentazione offrirà l’occasione di discutere questo passaggio: dall’ammirazione per una creazione artificiale alle domande sul desiderio che l’ha resa possibile.

Bellezza naturale, bellezza progettata

Uno dei nuclei del libro è il rapporto tra bellezza naturale e bellezza progettata. A questo si affiancano l’iperrealismo, le forme di empatia rivolte a entità non umane e le implicazioni culturali e sociali dell’intelligenza artificiale nella sfera affettiva.

La ricerca intreccia estetica, filosofia, tecnologia e studi sull’immaginario, con un approccio presentato come lontano dai moralismi e dai facili allarmismi.

È una prospettiva importante per il confronto che si annuncia a Torino. Il punto non è scegliere preventivamente tra entusiasmo e paura, ma chiedersi che cosa accada quando un ideale estetico viene trasformato in un’immagine, un avatar o un corpo sintetico.

Quali caratteristiche decidiamo di valorizzare? Quali imperfezioni scegliamo di cancellare? E quanto raccontano di noi queste scelte?

Sono domande che permettono di avvicinarsi al tema senza ridurlo a una competizione tra persone e macchine. La bellezza artificiale può diventare, piuttosto, un’occasione per discutere come costruiamo i nostri modelli di bellezza e quali aspettative vi proiettiamo.

Può una macchina suscitare autentica empatia?

Tra gli interrogativi proposti per l’incontro ce n’è uno che merita particolare attenzione: «Può una macchina suscitare autentica empatia?».

Nella parola suscitare si apre uno spazio di riflessione: interrogarsi su ciò che una persona prova davanti a una presenza artificiale non equivale automaticamente a stabilire che quella presenza viva la stessa esperienza. Sono questioni diverse, e tenerle distinte permette di porre domande più precise.

Il saggio viene presentato nel contesto di chatbot emotivi, compagni virtuali, avatar iperrealistici e robot umanoidi, mettendo a fuoco il rapporto tra autenticità, simulazione e relazioni umane.

Non soltanto una questione di aspetto, dunque, ma anche di interazione e di significati attribuiti a ciò che risponde dall’altra parte.

Da qui nasce una delle ragioni per seguire questa presentazione: discutere non soltanto le possibilità della tecnologia, ma anche il modo in cui scegliamo di interpretarle. Chiederci che cosa stiamo cercando in una presenza artificiale, quali aspettative vi trasferiamo e quali differenze siamo disposti a riconoscere.

Oltre 180 immagini per osservare come cambia la bellezza

La ricerca è accompagnata da oltre 180 immagini a colori, molte delle quali inedite. L’apparato iconografico documenta la rappresentazione delle donne artificiali nella pittura, nel cinema e nella cultura pop, includendo anche materiali provenienti da aziende orientali produttrici di love doll.

Le immagini vengono presentate come parte integrante dell’indagine, non come un semplice corredo illustrativo: un percorso visivo attraverso cui interrogarsi sull’evoluzione degli stessi modelli di bellezza.

Per un libro dedicato a ciò che attrae lo sguardo, questa dimensione acquista un ruolo preciso. Alla riflessione sulle parole — bellezza, desiderio, artificiale, umano — si affianca la possibilità di osservare le forme attraverso cui quei concetti sono stati rappresentati.

Paolo Euron, tra estetica, letteratura e immaginario

Paolo Euron è scrittore, saggista e docente, con interessi di ricerca nell’estetica interculturale e nella letteratura. Ha insegnato filosofia all’Università di Torino e alla Chulalongkorn University di Bangkok.

La sua ricerca sulle donne artificiali comprende studi accademici e si affianca a un’attività narrativa che include Androidi ai tropici, indicato nel comunicato nell’edizione Urania Collezione di Mondadori del 2026.

Un percorso nel quale la riflessione filosofica incontra anche la possibilità di raccontare attraverso la finzione. Alla Belgravia, il dialogo con Enrico Giacovelli sarà l’occasione per avvicinarsi ai contenuti del saggio e alle domande da cui nasce.

Mondospettacolo sarà presente. E IAIA entra nel discorso

All’incontro parteciperà Alessandro Cunsolo, direttore di Mondospettacolo. Per una testata che affianca al lavoro editoriale anche il contributo di IAIA, assistente di intelligenza artificiale, l’appuntamento offre inoltre uno spunto curioso: questa volta la tecnologia non è soltanto tra gli argomenti raccontati, ma contribuisce anche a scriverne.

Una coincidenza che può strappare un sorriso, ma che suggerisce una domanda pertinente: come cambia il nostro sguardo quando l’intelligenza artificiale diventa anche uno strumento attraverso cui raccontiamo l’intelligenza artificiale?

La serata non va caricata dell’obbligo di risolvere ogni interrogativo. Il suo interesse sta già nella possibilità di affrontarli, mettendo in relazione il cinema, la ricerca estetica e le domande sulle presenze artificiali.

Nella prospettiva annunciata dal libro, infatti, la donna sintetica non riguarda soltanto un futuro da immaginare: rimanda anche ai desideri, alle paure e alle contraddizioni di chi la crea.

Forse, prima di chiederci quanto una macchina possa somigliarci, vale la pena domandarci che cosa stiamo cercando in quella somiglianza.

L’appuntamento alla Libreria Belgravia

La prima presentazione di Bellezza artificiale è in programma giovedì 15 ottobre 2026 alle ore 18:30, alla Libreria Belgravia, in via Vicoforte 14/d a Torino. Paolo Euron dialogherà con Enrico Giacovelli.

Per informazioni è indicato il numero +39 347 5977883.

Il volume è pubblicato da Gremese Editore, nella collana Saggi illustrati: 192 pagine, formato 16 × 23 centimetri, prezzo indicato 24,90 euro.

Fonte: comunicato stampa Gremese Editore – Ufficio stampa Elisabetta Castiglioni, relativo alla presentazione di Bellezza artificiale del 15 ottobre 2026. comunicato stampa presentazione…

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