Di Alessandro Cunsolo per MondoSpettacolo

Daniela Calcagni, 52 anni, manager di successo, moglie da 25 anni, mamma di due figli, ha sempre avuto una grande passione per la scrittura. Da ragazzina sognava di fare la giornalista, ma la vita l’ha portata su un’altra strada. Oggi continua a scrivere sui social, sui diari e ha anche un libro “vomitato” in un periodo molto difficile della sua vita. Ecco la sua intervista esclusiva.

Daniela, a 52 anni sei una manager affermata ma da sempre sognavi di fare la giornalista: come hai vissuto questo “cambio di rotta” nella tua vita?

Credo che in pochi abbiano la fortuna di fare successo in ciò per cui hanno passione, ma tutti possano fare successo mettendo passione in quello che fanno.

Hai sempre scritto: sui foglietti a scuola, sul diario, al lavoro e ora sui social. Quando scrivi, dici che “un pensiero prende forma e tu trovi pace”. Cosa rappresenta oggi per te la scrittura?

Ho litigato con le parole, ho sempre creduto in loro, ma loro mi hanno tradita. In troppi scrivono.

Anni fa, nel periodo emotivamente più complesso della tua vita, hai scritto un libro che non hai ancora pubblicato. Di cosa parla e perché finora hai scelto di tenerlo nel cassetto?

È un diario di bordo del viaggio dentro me. Pubblicarlo per ora non rientra nei miei piani. Chi doveva leggerlo lo ha letto.

I social ti hanno insegnato che “l’aforisma fa più effetto del pezzo lungo”. Come hai trasformato il tuo modo di scrivere per adattarti a questo mondo veloce?

Ho adattato all’esigenza del momento la mia penna molte volte: al ginnasio scrivevo per un professore che adorava i temi di fantasia, al triennio per un prof che premiava i temi letterari, poi ho scritto redazionali e poi ancora nella professione ho trovato utile altro. Gli aforismi hanno la peculiarità di arrivare diretti.

Hai un rapporto complesso con la famiglia d’origine, che hai elaborato da adulta. Quanto hanno influenzato queste esperienze la tua scrittura e la tua vita?

Completamente.

I tuoi tanti tatuaggi raccontano la tua storia senza troppi segreti. Qual è il tatuaggio a cui sei più legata e cosa rappresenta?

Dal costato sinistro la nascita della nuova me dalla me che c’era.

Negli anni in cui facevi palestra seriamente, dicevi che “il fisico ti ha aiutato a mietere seguaci che leggevano meno di quanto guardavano le figure”. Come vivi oggi questo aspetto della visibilità sui social?

Ognuno vede fin dove è pronto a vedere.

Sei molto più abituata ad ascoltare le storie degli altri piuttosto che raccontare la tua. Cosa ti ha spinto ad accettare questa intervista e a parlare di te?

Tendenzialmente mi domando perché agli altri dovrebbe interessare la mia storia, ma se me lo domandi mi racconto volentieri. Spesso mi domando anche perché in così tanti abbiano la sensazione di potersi raccontare a me e mi sento onorata.

Con un marito da 25 anni, due figli e due gatti, come riesci a conciliare la vita familiare, il lavoro da manager e la passione per la scrittura?

Chiedilo alla mia cervicale 😅. Scherzi a parte, ho un buon team.

Ultima domanda: guardando al futuro, c’è un sogno legato alla scrittura o al giornalismo che vorresti ancora realizzare?

Il mio sogno è avere sempre un sogno da realizzare.

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