Non è passato inosservato sui social, soprattutto Facebook, lo sfogo di Valentina Persia, attrice, comica e showgirl, volto storico del noto programma “La sai l’ultima?” su Canale 5. La Persia, mamma di due gemelli nati over 40, cresciuti da sola senza il padre, deceduto prima della loro nascita, si è espressa in toni aperti e senza filtri sulla tragedia avvenuta a Catanzaro nei giorni scorsi dove Anna Democrito, una madre affetta da problemi psicotici e depressione post partum, ha compiuto un gesto estremo lanciandosi dal balcone con i suoi tre bambini di 4 mesi, 4 e 6 anni. Una tragedia che ha sconvolto non solo la comunità calabrese ma anche l’Italia intera lasciando tutti nello sgomento e allibiti su un gesto inspiegabile e senza preavviso. Infatti né i familiari né i vicini si erano accorti della sofferenza di questa mamma, a loro avviso serena e sorridente. Eppure qualche segnale la donna lo aveva inviato, con un gesto di auto lesionismo mesi prima, al quale non è stata forse data la giusta importanza.

La Persia nel suo sfogo ha puntato il dito contro i social e soprattutto contro tutti i commenti hype nei confronti di una donna che nel buio del suo dolore ha commesso qualcosa che lucidamente non avrebbe mai fatto. Ha polemizzato su quelle frasi tipiche di un patriarcato ancora ben radicato nelle coscienze delle nuove generazioni: “Hai voluto la bicicletta e pedala”, “Non c’erano TV nelle vostre case?”, “non è stata capace di fare la madre”, “ecco a chi Dio manda i figli quando c’è gente sterile che fa fatica ad averli”, “ammazzati tu, non i tuoi figli”. E tanto altro che tristemente si legge nei social.

Tutti bravi, tutti perfetti, tutti senza problemi. Ha tuonato forte e chiaro la Persia:”Se però si chiede aiuto, se si ammette la difficoltà, voi che fate?” Nulla. Ed è vero quello che dice Valentina Persia. Tristemente vero.

La depressione post partum è tra l’altro una patologia non sempre diagnosticabile subito. Ci sono tanti fattori a scatenarla: da un allattamento non avviato bene a una carenza di sonno continua (non tutti i bambini nascono con un sonno regolare, non tutti i bambini superano il prime mese di coliche, e via dicendo di tanti problemi che insorgono alla nascita per infante e madre), a una scarsa alimentazione della mamma stessa (soprattutto se allatta al seno), fino alla ripresa della forma fisica laddove i commenti di parenti e amici sui chili in più sono sempre di troppo. E allora faremmo meglio tutti a stare zitti, in silenzio.

Rispettiamo il dolore di un padre con la figlia superstite in fin di vita e dei familiari che porteranno il peso di un sostegno che probabilmente e’ mancato. In silenzio e concreti. Se vedete una mamma con un passeggino o una vostra parente in difficoltà chiedete sempre se ha bisogno di una mano. Girarsi dall’altra parte è solo ciò che forse avrebbe potuto evitare una tragedia.

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