Gli esordi a sedici anni, l’esperienza su TeleArena e il ritorno in passerella grazie a una sorpresa del marito. Sara racconta la maternità, il rapporto con la propria immagine e i sogni che non ha smesso di coltivare, dalle fotografie in acqua alle ali di Victoria’s Secret.
Intervista a cura di Alessandro Cunsolo
Non si aspettava che suo marito la iscrivesse a un concorso senza dirglielo. Per Sara Besutti, quella sorpresa è diventata il modo per ritrovare una passione che aveva accompagnato la sua adolescenza e che, nel frattempo, aveva lasciato spazio ad altre priorità.
Aveva cominciato a sfilare a sedici anni, con le gambe che tremavano prima di entrare in passerella. Poi erano arrivati il secondo posto a Miss Lessinia nel 2016 e l’esperienza come valletta nella trasmissione sportiva Il lunedì del pallone, su TeleArena. Il lavoro nella ristorazione, dove è cresciuta fino a diventare responsabile di sala, aveva successivamente assorbito buona parte delle sue energie.
Nel 2021 è diventata mamma. Quando ha scelto di tornare nella moda, ha ritrovato l’entusiasmo degli inizi, ma anche una sicurezza diversa: quella di una donna più consapevole di sé, delle proprie possibilità e dei propri limiti.
A Mondospettacolo, Sara ripercorre queste tappe e racconta l’emozione della finale di Miss Mamma Italiana a Bellaria Igea Marina, affrontata anche attraverso una coreografia sulle note di Innuendo dei Queen. Parla della fiducia necessaria sul set, del sostegno ricevuto dalle persone vicine e della libertà che vorrebbe insegnare a sua figlia.
Tra i desideri ci sono un servizio fotografico in acqua, una nuova esperienza televisiva e un sogno dichiarato: sfilare per Victoria’s Secret. Nella quotidianità, invece, la felicità ha il volto del marito, della loro bambina e dei due bovari del Bernese che fanno parte della famiglia.

Gli esordi, tra passerella e televisione
Sara, benvenuta su Mondospettacolo! Prima delle fasce e dei risultati, chi sei oggi? Quale parte del tuo carattere vorresti far conoscere a chi ti incontra per la prima volta attraverso questa intervista?
Oggi mi descriverei come una ragazza semplice, solare e autentica.
Tengo molto alla cura di me stessa, sia per sentirmi bene sia per presentarmi al meglio: mi piace mantenermi in forma e prendermi cura della mia bellezza con costanza e naturalezza, senza mai perdere la mia spontaneità.
Hai iniziato a sfilare e a partecipare ai concorsi a sedici anni. Che cosa ti ha spinta a provare e quale ricordo della tua prima passerella conservi ancora nitidamente?
Ho iniziato soprattutto per la voglia di mettermi in gioco e provare qualcosa di nuovo, che mi facesse uscire dalla mia comfort zone.
Ricordo ancora benissimo l’emozione della mia prima passerella: avevo le gambe che tremavano per l’agitazione, ma nel momento in cui è arrivato il mio turno mi sono lanciata senza paura, lasciandomi guidare dall’adrenalina e dalla voglia di dare il meglio di me.
Nel 2016 sei arrivata seconda a Miss Lessinia. Che cosa ha significato quel risultato e quanto ha cambiato la fiducia nelle tue possibilità?
Arrivare seconda a Miss Lessinia nel 2016 è stato un momento molto importante per me, perché mi ha fatto percepire davvero la possibilità di poter far parte del mondo dello spettacolo.
L’ho vissuto con tutta la spensieratezza dei miei diciotto anni, ma anche con tanta emozione: quel risultato ha rafforzato la fiducia in me stessa e mi ha fatto capire che, con impegno e determinazione, potevo credere ancora di più nelle mie possibilità.
Da Miss Lessinia è arrivata anche l’esperienza come valletta su TeleArena. In quale trasmissione sportiva hai lavorato e che cosa hai imparato entrando per la prima volta in uno studio televisivo?
L’esperienza da valletta su TeleArena è arrivata con la trasmissione sportiva Il lunedì del pallone, ed è stata per me una bellissima occasione di crescita.
Entrare per la prima volta in uno studio televisivo mi ha insegnato a padroneggiare i tempi della televisione, a muovermi con più sicurezza davanti alle telecamere e anche a utilizzare un linguaggio più curato e adatto al contesto televisivo.
A un certo punto hai scelto di dare più spazio al lavoro e di mettere in pausa la moda. Di che cosa ti occupavi e come hai vissuto quella decisione?
Ho iniziato nella ristorazione come cameriera, con la voglia di imparare, e poi sono cresciuta fino a diventare responsabile di sala.
In quel periodo avevo altre priorità e la passione per la moda è passata un po’ in secondo piano. Non l’ho vissuta come una vera rinuncia, ma piuttosto come una fase della mia vita in cui era giusto concentrarmi su altri obiettivi, con la consapevolezza che certi sogni, se sono davvero parte di te, possono sempre tornare al momento giusto.

La maternità e la sorpresa che ha riaperto un sogno
Nel 2021 è nata tua figlia. Quale aspetto di te hai scoperto diventando mamma e in che modo quella scoperta ti accompagna anche oggi, quando ti metti in gioco nella moda?
Diventare mamma mi ha fatta crescere tantissimo e mi ha fatto scoprire una parte di me ancora più forte, sensibile e consapevole.
La nascita di un figlio porta inevitabilmente grandi cambiamenti, nella vita personale e anche all’interno della coppia, ma quando si è uniti e coesi, come è successo a noi, può diventare davvero la cosa più bella che ci sia.
Anche oggi questa consapevolezza mi accompagna quando mi rimetto in gioco nella moda: mi piace apparire femminile e sexy, ma sempre con eleganza e senza mai essere volgare, perché oltre alla donna c’è sempre anche la mamma che sono diventata.
Nel 2024 tuo marito ti ha incoraggiata a ricominciare. Ricordi una sua frase o un gesto che ti ha fatto pensare: «Posso davvero riprovarci»?
In realtà è stato lui a sorprendermi davvero: mi ha iscritta a mia insaputa a un concorso.
Quando l’ho scoperto è stata una bellissima sorpresa, e proprio quel gesto mi ha fatto capire quanto credesse in me e nelle mie possibilità.
Da lì ho pensato che forse sì, potevo davvero rimettermi in gioco e riprovarci con entusiasmo.
Qual è stato il primo passo concreto del tuo ritorno?
Partecipare a una selezione di Miss Mamma Italiana.
È stato proprio lì che il desiderio di rimettermi in gioco si è trasformato in qualcosa di reale, perché non si trattava soltanto di sfilare, ma anche di portare una prova di abilità.
Questo mi ha coinvolta ancora di più, permettendomi di esprimere non solo la mia immagine, ma anche una parte di me più personale e autentica.
Quando sei tornata a sfilare, che cosa hai ritrovato della ragazza degli inizi e che cosa hai scoperto di saper affrontare in modo diverso?
Ho ritrovato la spensieratezza e l’entusiasmo della ragazza degli inizi, quella voglia genuina di mettermi in gioco e di vivere tutto con emozione.
Allo stesso tempo, però, ho scoperto di affrontare questa esperienza in modo molto diverso: oggi ho una consapevolezza maggiore di me stessa, del mio corpo e delle mie possibilità, e questo mi dà una sicurezza nuova, più matura e più autentica.

Miss Mamma Italiana: la proclamazione e novanta secondi sulle note dei Queen
Nel tuo racconto ricordi un titolo nazionale conquistato a settembre 2025 a Miss Mamma Italiana. In quale occasione è arrivato questo riconoscimento?
Il titolo nazionale l’ho conquistato nella finalissima di Miss Mamma Italiana, che si è tenuta a Bellaria Igea Marina, ed è stato per me un momento davvero emozionante e indimenticabile.
Che cosa ricordi dell’istante della proclamazione? Qual è stato il primo pensiero, prima ancora delle fotografie e dei festeggiamenti?
Ricordo un’emozione fortissima, difficile da descrivere a parole.
Il primo pensiero è stato una grande soddisfazione personale, perché ho sempre creduto nelle mie possibilità e in quel momento ho sentito che tutti i sacrifici fatti per prepararmi al meglio erano stati ripagati.
Prima ancora delle fotografie e dei festeggiamenti, ho provato soprattutto gratitudine e orgoglio per il percorso che mi aveva portata fino a lì.
Come ti sei preparata a quella partecipazione e che cosa desideravi far conoscere di te alla giuria, oltre alla presenza in passerella?
Ho voluto prepararmi con grande impegno, curando non solo la presenza in passerella, ma anche la parte più espressiva e personale dell’esibizione.
Ho scelto di portare una coreografia sulle note di Innuendo dei Queen e, considerando che la prova durava soltanto novanta secondi, la vera sfida è stata selezionare le parti più intense e significative del brano per costruire una performance efficace e coinvolgente.
Attraverso questa esibizione desideravo far conoscere alla giuria non solo la mia immagine, ma anche la mia personalità, la mia determinazione e la voglia di mettermi in gioco con creatività ed emozione.
Che clima hai trovato tra le altre partecipanti?
Si è creato un clima fatto di emozioni molto vere. Con diverse mamme è nata una bella complicità, fatta di confronto, sostegno e condivisione, ed è stato uno degli aspetti più belli dell’esperienza.
Allo stesso tempo, non nascondo che con altre si è percepita fin da subito una forte competitività, che in contesti come questi fa parte del gioco.
Proprio questo mix tra solidarietà e sana rivalità ha reso tutto ancora più intenso e autentico, lasciandomi il ricordo di un’esperienza umanamente molto ricca.
Dopo quel risultato ti sei promessa di ricominciare davvero con shooting e sfilate. Quali passi hai compiuto?
Il primo passo è stato proporre collaborazioni a negozi e fotografi della mia zona interessati a lavorare con me. Ho voluto rimettermi in gioco in modo concreto, ricostruendo pian piano contatti ed esperienze.
È stato un percorso fatto di iniziativa, entusiasmo e voglia di crescere. Ogni nuova collaborazione mi ha dato soddisfazione, perché ha rappresentato una conferma del fatto che stavo riprendendo in mano una passione importante per me.

La fotografia: sperimentare, riconoscersi e scegliere i propri limiti
Quali generi fotografici e quali stili ti rappresentano meglio oggi?
Mi rappresentano diversi generi, dai servizi di moda agli shooting immersi nella natura o realizzati in location particolarmente suggestive.
Mi piace sperimentare e mettermi alla prova in contesti diversi, perché credo che ogni esperienza possa lasciarti qualcosa e aiutarti a esprimere sfumature nuove di te stessa.
Non amo chiudermi in un unico stile: mi piace raccontarmi in modi sempre diversi, lasciando spazio alla creatività e alle emozioni che ogni set riesce a trasmettere.
Che cosa deve avere un fotografo per conquistare la tua fiducia? Quali aspetti di una collaborazione vuoi chiarire prima di arrivare sul set?
Deve saper creare fin da subito un clima sereno e professionale, in cui ci si senta a proprio agio.
Penso che, sia nel lavoro sia nella vita, per dare davvero il meglio di sé sia importante che nasca una certa complicità, fatta di rispetto, ascolto e sintonia.
Prima di arrivare sul set mi piace chiarire bene il tipo di collaborazione, lo stile del servizio, l’idea che si vuole realizzare e il modo in cui verrà sviluppato il lavoro. Credo che avere tutto definito in modo trasparente sia fondamentale per lavorare bene e sentirsi liberi di esprimersi.
Quanto ti piace partecipare alla scelta degli abiti, dell’ambientazione e dell’atmosfera di uno shooting? Che cosa ti fa dire, guardando il risultato: «Questa fotografia mi rappresenta»?
Mi piace partecipare, quando possibile, perché credo che ogni dettaglio possa contribuire a raccontare qualcosa di autentico.
Allo stesso tempo, anche quando gli elementi mi vengono assegnati, cerco sempre di mettere del mio attraverso il linguaggio del corpo, l’espressione del viso e la mia sensibilità.
Quello che mi fa guardare una fotografia e pensare «questa mi rappresenta» è riuscire a vedere in quello scatto qualcosa di vero: un’emozione, una naturalezza, un’energia personale che riesce a renderlo speciale e non semplicemente bello da vedere.
Che cosa significa per te sentirti femminile davanti all’obiettivo? C’è un modo di mostrarti che non senti tuo e al quale preferiresti dire di no?
Avere la possibilità di indossare belle creazioni e aggiungere qualcosa di proprio aiuta molto a far emergere la propria femminilità in modo naturale e autentico.
C’è però un limite molto chiaro che sento mio: non mi riconoscerei mai in qualcosa di volgare.
Mi piace mostrarmi in modo femminile e anche sensuale, ma sempre con gusto, misura ed eleganza. A proposte che non rispettano questo modo di essere preferirei dire di no.

La donna oltre la passerella
In questi anni è cambiato il tuo modo di guardarti nelle fotografie?
Sì, è cambiato molto, perché ho maturato una sicurezza in me stessa che prima forse non avevo allo stesso modo.
Oggi riesco a osservarmi con uno sguardo più consapevole e sereno, riconoscendo con più naturalezza ciò che mi rappresenta davvero.
Più che soffermarmi su un singolo dettaglio, credo di aver imparato a valorizzare l’insieme: la mia espressività, la naturalezza e quella sicurezza che con il tempo è diventata parte della mia bellezza.
Ti è mai capitato di sentirti giudicata per la scelta di tornare nella moda dopo essere diventata mamma? Come distingui i consigli sinceri dalle aspettative che non ti appartengono?
Da chi lavora nell’ambiente non mi sono mai sentita giudicata, mentre da parte di altre persone sì. Non tutti hanno capito la mia scelta di tornare nella moda dopo essere diventata mamma, perché per qualcuno sembrano due mondi completamente diversi.
Io, invece, credo che una donna possa essere entrambe le cose, senza dover rinunciare a una parte di sé.
La differenza la faccio ascoltando chi mi vuole bene davvero: i consigli sinceri si riconoscono perché nascono dal rispetto e dal desiderio di vederti felice, non dal bisogno di riportarti dentro aspettative che non ti appartengono.
Sono stata fortunata, perché le persone a me più vicine mi hanno sempre appoggiata in questa scelta.
Quale idea di libertà e di realizzazione personale ti piacerebbe trasmettere a tua figlia attraverso le tue scelte?
Mi piacerebbe trasmetterle proprio questo: la libertà di scegliere la propria strada, seguendo ciò che la fa stare bene davvero, senza lasciarsi influenzare troppo dal giudizio degli altri o dalle aspettative esterne.
Chi ti conosce soltanto attraverso una fotografia quale lato di Sara probabilmente non immagina?
Probabilmente non immagina fino in fondo quanto io sia una ragazza semplice.
Al di là degli shooting e degli eventi, amo soprattutto la quotidianità, lo stare in famiglia e godermi i momenti più veri insieme a mio marito, a mia figlia e ai nostri inseparabili compagni di vita: i nostri due cagnoloni, due bovari del Bernese.
Qual è il complimento che ti ha fatta sentire davvero riconosciuta come persona, non soltanto apprezzata per l’aspetto?
Quando qualcuno ha saputo apprezzare la mia semplicità ed è riuscito a cogliere la mia essenza, andando oltre l’aspetto esteriore.

Uno shooting in acqua e il sogno delle ali
Immagina di poter ideare un servizio fotografico tutto tuo: dove saresti, che cosa indosseresti e soprattutto quale storia vorresti raccontare?
Mi piacerebbe molto realizzare un servizio fotografico in acqua, in mare oppure in una piscina, perché è un’esperienza che ancora mi manca e che sento molto nelle mie corde.
Mi immagino avvolta in veli bianchi, leggeri e delicati, capaci di creare un’atmosfera quasi sospesa, eterea.
Attraverso quelle immagini vorrei raccontare una sensazione profonda di protezione, rinascita e intimità, richiamando in modo simbolico la condizione del feto all’interno del grembo materno.
Sarebbe un servizio molto emotivo, femminile e suggestivo, capace di unire delicatezza, forza e il legame più profondo con la vita.
C’è un brand o un tipo di collaborazione con cui sogni di lavorare? E l’esperienza televisiva è una parentesi che ti piacerebbe riaprire?
Il mio sogno nel cassetto sarebbe poter sfilare per Victoria’s Secret: indossare le ali e calcare quella passerella sarebbe qualcosa di davvero emozionante, quasi simbolico, perché rappresenterebbe un traguardo importante e affascinante.
Allo stesso tempo, sì, mi piacerebbe molto anche riaprire la parentesi televisiva.
A una donna che ha messo in pausa una passione e ora non sa da dove ricominciare, quale primo passo concreto consiglieresti?
Le direi di non arrendersi mai e di continuare a pensare in grande, anche quando sembra più difficile o quando il tempo passato fa credere che certe occasioni siano ormai lontane.
Se una passione è vera, trova sempre un modo per tornare a farsi sentire.
Il primo passo concreto è credere di nuovo in se stesse, rimettersi in gioco senza paura e iniziare anche da una piccola occasione, perché spesso è proprio da lì che può ripartire qualcosa di bellissimo.
Quali progetti stai preparando e dove possono seguirti i lettori di Mondospettacolo?
Ho diversi progetti in programma, ma per scaramanzia al momento preferisco non svelare troppo.
Posso però dire che ci sono nuove idee e appuntamenti che mi entusiasmano e, quando sarà il momento, sarete sicuramente tra i primi a saperlo.
Per seguire il mio percorso potete trovarmi su Instagram ai profili ufficiali @sara_besutti_, che utilizzo soprattutto per i lavori professionali, e @sarabesutti, dove condivido anche momenti della mia vita quotidiana e della mia famiglia.
Chiudiamo con una frase da completare: «Oggi mi rimetto in gioco perché…»
…credo in me stessa, nelle mie possibilità e nel valore dei sogni che, anche dopo una pausa, possono tornare a brillare più forti di prima.

Ripartire con una consapevolezza diversa
Ringraziamo Sara Besutti per aver condiviso con i lettori di Mondospettacolo il racconto del suo ritorno alla moda.
La pausa, nelle sue parole, non è un tempo da cancellare. Ci sono stati il lavoro, la crescita professionale nella ristorazione e la nascita di sua figlia: esperienze che oggi accompagnano anche il suo modo di affrontare la passerella e la fotografia.
Il ritorno è cominciato con una sorpresa del marito, ma è proseguito attraverso le sue scelte: preparare un’esibizione, contattare negozi e fotografi, ricostruire collaborazioni. Piccoli passi con cui ha dato una forma concreta al desiderio di riprovarci.
Nel servizio fotografico che immagina, tra acqua e veli bianchi, Sara vorrebbe raccontare protezione e rinascita. È un’immagine ancora da realizzare, ma già vicina al significato che attribuisce a questa fase della sua vita: ritrovare una passione senza lasciare indietro la donna e la mamma che è diventata.
https://www.instagram.com/sara_besutti_
Fonti: risposte scritte di Sara Besutti inviate alla redazione il 20 e 21 ottobre 2026. Questionario di riferimento: «Intervista a Sara Besutti – Moda, maternità e il coraggio di ricominciare», a cura di Alessandro Cunsolo per Mondospettacolo.