Napoletana nell’animo e veneta d’adozione, Vittoria vive la fotografia da entrambi i lati dell’obiettivo. Tra moda, ritratti, matrimoni e un progetto contro la violenza sulle donne, racconta il desiderio di aiutare le persone a riconoscere la propria bellezza senza perdere autenticità.

Di Alessandro Cunsolo

«Sono una donna che vuole esaltare la bellezza delle donne». Vittoria Capuozzo sceglie queste parole per presentarsi. Prima dei risultati professionali, prima delle immagini pubblicate, mette al centro le persone che incontra: donne che, attraverso un servizio fotografico, possono scoprire un modo diverso di guardarsi.

Fotografa e fotomodella, conosciuta sui social anche come Vitty, Vittoria ha costruito il proprio percorso vivendo entrambe le prospettive del set. Da una parte il piacere di posare e interpretare un’immagine; dall’altra la possibilità di crearla, cercando nel volto e nei gesti altrui qualcosa che meriti di essere raccontato.

Si descrive con un animo napoletano, ma è veneta d’adozione. Ama l’arte, il disegno, la musica e la scrittura: passioni che accompagnano la sua ricerca espressiva e che, nel tempo, hanno trovato nella fotografia uno spazio professionale.

A Mondospettacolo affida un racconto nel quale ambizione e sensibilità convivono. Vuole crescere, specializzarsi e affrontare nuove esperienze, ma senza dimenticare una regola: restare se stessa.

Dalla moda ai primi ritratti: una passione diventata lavoro

Tutto comincia tra gioco e curiosità. Vittoria posa per fotografie e promuove abiti di alcuni brand destinati ai loro e-commerce. Il primo rapporto con l’immagine nasce quindi davanti all’obiettivo, attraverso il lavoro di chi la fotografa.

Poi arriva il desiderio di passare dall’altra parte.

Racconta di aver sempre avuto un forte interesse per la composizione fotografica: comincia dai paesaggi, per avvicinarsi successivamente ai ritratti. L’attenzione si sposta così dai luoghi alle persone, mentre quello che inizialmente era un modo per sperimentare assume un’importanza crescente.

«Anche per me è stata una sorpresa vedere i risultati che sono riuscita a raggiungere in questi anni e osservare come quello che era nato come un gioco si sia trasformato a tutti gli effetti in un lavoro».

Nel suo percorso, essere fotografa non cancella l’esperienza da modella. Le due attività continuano ad affiancarsi e a rappresentare possibilità diverse di esprimersi: partecipare alla visione di un altro autore oppure costruire la propria.

La fotografia come dichiarazione d’amore alla femminilità

Il centro della sua ricerca rimane il rapporto con chi si trova sul set. Vittoria racconta di fotografare persone semplici, che attraverso le immagini arrivano a riconoscere una bellezza nella quale, forse, non avevano ancora imparato a credere.

«Per me la fotografia non è solo un’immagine, ma una vera e propria dichiarazione d’amore verso la femminilità e verso il desiderio che ogni donna ha di sentirsi bella e di scoprirsi — o riscoprirsi — sul set».

È una visione nella quale la fotografia acquista un significato personale. Il risultato conta, ma conta anche l’esperienza di chi si lascia ritrarre: la possibilità di dedicarsi attenzione, vedersi da una prospettiva nuova e riconoscersi in un’immagine.

Vittoria non parla soltanto di donne già abituate a posare. Il suo desiderio comprende anche chi si avvicina alla macchina fotografica senza esperienza, portando con sé esitazioni o un rapporto complesso con la propria immagine.

Nel raccontare questa sensibilità, accenna anche a momenti difficili attraversati nella propria vita. Esperienze che, spiega, l’hanno resa più attenta al disagio degli altri e hanno contribuito al desiderio di offrire a chiunque la possibilità di sentirsi bello.

Una convinzione accompagna però tutto il suo discorso: per lei la bellezza più importante rimane quella interiore. La cura dell’immagine e il valore di una persona non sono, nel suo racconto, la stessa cosa.

Gli scatti contro la violenza sulle donne

Tra le esperienze che ricorda con maggiore soddisfazione c’è la realizzazione di fotografie per una mostra dedicata alla violenza contro le donne.

È un tema che definisce fondamentale e che ha portato il suo lavoro oltre il singolo servizio fotografico. Secondo quanto racconta, la mostra è stata esposta in numerosi Comuni del Veneto, per arrivare successivamente a Napoli, grazie all’attività dell’associazione di cui faceva parte.

Per Vittoria è stato un passaggio importante: vedere le proprie immagini entrare in un progetto condiviso e raggiungere pubblici diversi.

Questa esperienza aggiunge una dimensione significativa al suo modo di intendere la fotografia. Accanto alla valorizzazione della femminilità c’è infatti la volontà di richiamare l’attenzione su ciò che riguarda la vita e la dignità delle donne.

La bellezza, in questo percorso, non esaurisce ciò che un’immagine può raccontare. C’è spazio anche per un tema difficile, al quale Vittoria ha scelto di contribuire attraverso il proprio lavoro.

Matrimoni, famiglie e momenti che diventano ricordi

La sua attività comprende anche matrimoni, fotografie di famiglia e ritratti di mamme in dolce attesa. Contesti nei quali l’emozione non deve necessariamente essere costruita: è già presente nelle persone e nel momento che stanno vivendo.

Vittoria racconta quanto l’abbia cambiata fotografare uomini, donne e bambini. L’incontro con esperienze differenti, spiega, ha reso il suo sguardo ancora più sensibile.

«C’è una vera e propria magia nel vedere le persone emozionarsi durante i matrimoni, nell’immortalare le espressioni delle mamme in dolce attesa o nel catturare chiunque nella bellezza autentica del momento che sta vivendo».

Qui la fotografia diventa anche memoria. Il valore di uno scatto è legato a chi vi compare, alle relazioni e al significato che quella giornata avrà nel tempo.

Dalla moda a un matrimonio, dal ritratto individuale alle immagini di famiglia, cambia il contesto, ma ritorna lo stesso interesse: dare attenzione alla persona, a ciò che esprime e a quello che desidera conservare di sé.

Ambizione e autenticità: crescere senza perdere la propria personalità

Vittoria non nasconde di essere ambiziosa e determinata. Il suo obiettivo è continuare a specializzarsi nella fotografia e accogliere nuove opportunità professionali.

Sa anche quanto impegno richieda questo percorso.

«I sacrifici che faccio sono tanti, ma invece di pesarmi mi caricano ogni giorno di più».

La crescita che immagina non coincide, però, con il bisogno di sentirsi superiore agli altri. Nel suo racconto tornano l’importanza di restare con i piedi per terra, di mantenersi umani e di non diventare presuntuosi. Considera anche la possibilità di utilizzare la visibilità per finalità benefiche: un’intenzione che si affianca ai suoi obiettivi di lavoro.

Accanto alla professionista c’è una donna che ama prendersi cura di sé, vestirsi bene e mantenersi in forma senza eccedere. E che, soprattutto, tiene a ricordare quanto le piaccia ridere.

È un dettaglio semplice, ma restituisce il tono con cui affronta il futuro: la serietà dell’impegno non le impedisce di cercare leggerezza e piacere in ciò che fa.

Vittoria Capuozzo, il desiderio di continuare a mettersi in gioco

Il ritratto che emerge dalle sue parole tiene insieme la modella, la fotografa e la donna che vuole continuare a imparare.

Gli esordi con gli abiti per gli e-commerce, i primi paesaggi, i ritratti, la mostra e il lavoro negli eventi familiari raccontano un percorso cresciuto attraverso esperienze diverse. A collegarle è l’attenzione per ciò che una fotografia può significare, sia per chi la realizza sia per chi vi si riconosce.

Mondospettacolo dà spazio a Vittoria Capuozzo partendo proprio da questa intenzione. La sua idea di bellezza non si ferma alla posa: comprende il desiderio di una donna di vedersi con occhi nuovi, l’emozione di una famiglia e la volontà di affrontare un tema sociale attraverso le immagini.

Vittoria ha ancora molta voglia di mettersi in gioco. E la direzione che indica è chiara: crescere nella fotografia, senza perdere la propria personalità e l’attenzione verso gli altri.

Instagram: @vitty_life per il percorso personale e da modella; @vittys_shot per il lavoro fotografico; @vittoriacapuozzo_wedding per la fotografia di matrimonio.

Fonte: presentazione autobiografica di Vittoria Capuozzo fornita alla redazione e schermate dei profili Instagram @vitty_life e @vittys_shot. Il racconto della mostra e del suo percorso espositivo è tratto dalla testimonianza di Vittoria.

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