Il singolo dell’artista francese combina esperienza personale, produzione electro e ricerca multidisciplinare in una traccia dal carattere internazionale.

C’è una parola che attraversa gran parte della produzione artistica di Mona Stelli: libertà. Libertà di costruire la propria identità, di attraversare linguaggi differenti, di utilizzare tecnologie nuove e di trasformare le esperienze personali in un progetto creativo. “Trans Woman”, il nuovo singolo in radio dal 25 settembre 2026, rappresenta una sintesi efficace di questa ricerca.
Il brano sceglie l’elettronica come territorio principale. Ritmo, atmosfera club e una scrittura in lingua inglese costruiscono una traccia pensata per muoversi all’interno di un contesto internazionale, senza perdere il legame con la storia personale dell’artista.
Mona Stelli porta infatti nella canzone una riflessione sull’identità e sulla femminilità. Nel suo racconto, essere femminili non significa essere fragili. La femminilità diventa piuttosto un modo di affermare autonomia, consapevolezza e forza personale.
Il brano nasce da un percorso che ha conosciuto anche discriminazione e giudizio sociale, elementi che vengono trasformati in energia creativa. In questa prospettiva, “Trans Woman” non si limita a raccontare una storia individuale, ma cerca di ampliare il discorso e di parlare a chiunque abbia sentito la necessità di difendere il proprio diritto a essere se stesso.
La scelta della musica elettronica assume così un significato preciso. La scena club è storicamente uno spazio di contaminazione, reinvenzione e incontro tra identità diverse. Mona Stelli utilizza quel linguaggio per costruire un brano ritmico e sensuale che non rinuncia però a una componente più ruvida.
Le influenze punk e new wave continuano infatti a emergere nel progetto, affiancate da elementi legati all’italo disco e alla produzione elettronica contemporanea. Non si tratta di un semplice esercizio di citazione, ma di un insieme di riferimenti che vengono rielaborati all’interno di una scrittura moderna.
La storia artistica di Mona Stelli aiuta a comprendere questa capacità di contaminazione. La formazione nella fotografia e nel cinema ha preceduto l’attività musicale e continua a influenzare il modo in cui l’artista concepisce i propri lavori. Il suono viene trattato quasi come un’immagine, mentre la componente visiva entra a far parte del racconto complessivo.
Sul piano produttivo emerge inoltre una forte attenzione alla sperimentazione tecnologica. Mona Stelli realizza testi e demo personalmente e inserisce anche strumenti di intelligenza artificiale in alcune fasi della creazione vocale. Il materiale viene successivamente lavorato attraverso mixaggio e mastering professionali in studio.
Con “Trans Woman”, pubblicato da The Libertine Club Records, l’artista francese porta quindi avanti una ricerca nella quale musica, identità, immagine e tecnologia finiscono per diventare parti dello stesso linguaggio. Un progetto che trova nel suono elettronico la propria forma più immediata, ma che nasce da una visione artistica decisamente più ampia.
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