A dicembre, al primo incontro del progetto, quasi tutti gli studenti del Liceo “Pitagora – Croce” immaginavano il proprio futuro lontano dalla città, spesso all’estero. Poco più di nove mesi dopo, il 25 e il 26 settembre, 113 di loro, dalle classi prime e seconde, accolgono i visitatori al Parco Archeologico di Oplontis, guidandoli tra gli ambienti della Villa di Poppea.

“Cittadini di Oplontis e Narratori Digitali” è promosso da Storie Campane APS, capofila, con Piccoli Passi Grandi Sogni APS, P.A.S.E. APS, ART 33 e Trees for Naples. Il Liceo “Pitagora – Croce”, guidato dalla dirigente Olimpia Savarese, vi partecipa come partner istituzionale. Il progetto è cofinanziato dalla Regione Campania con fondi del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e realizzato in collaborazione con il Parco Archeologico di Pompei.

Il percorso è partito il 12 dicembre dal divario tra uso quotidiano e uso consapevole degli strumenti digitali. I ragazzi passano ore sullo smartphone tra social e messaggistica, ma faticano quando lo stesso dispositivo serve per studiare, lavorare o produrre qualcosa. Il quadro nazionale va nella stessa direzione: secondo l’indice DESI della Commissione europea, nel 2022 l’Italia era penultima in Europa per competenze digitali, con appena il 46% della popolazione tra i 16 e i 74 anni in possesso di competenze almeno di base.

Da qui i laboratori pomeridiani, organizzati fuori dall’orario scolastico e condotti da professionisti della comunicazione, dell’arte, della cultura e dell’ambiente, articolati in quattro ambiti: narrazione, produzione digitale, tutela del patrimonio e sostenibilità ambientale, peer education. Gli studenti si sono misurati con scrittura creativa, fotografia, videomaking, illustrazione digitale, tecniche teatrali e oratoria, lavorando sulla storia di Oplontis e sui temi ambientali del territorio vesuviano. La peer education regge l’intero impianto: chi completa il percorso è in grado di guidare a sua volta coetanei e cittadini.

«In nove mesi i ragazzi sono passati dal consumare contenuti al produrli. Hanno imparato a costruire un racconto a partire da fonti storiche, a documentarlo con immagini e video e a sostenerlo a voce davanti a un pubblico di sconosciuti. Il weekend di Oplontis è stato la prova sul campo di queste competenze, che si aggiungono al loro bagaglio professionale e che sono già spendibili nel mercato lavorativo di oggi», afferma Anna Cozzolino, presidente di Storie Campane APS.

Per le due giornate la villa si divide in sezioni, ciascuna affidata a un gruppo che ne cura il racconto, arricchito dai contenuti prodotti durante l’anno. «Si ripete da anni che a questi ragazzi del territorio non importa nulla. Non è così: nessuno aveva mai dato loro gli strumenti per raccontarlo», continua Anna Cozzolino. «A dicembre volevano andare via, oggi spiegano ai visitatori una villa patrimonio dell’umanità. Non so quanti di loro resteranno, ma adesso sanno cosa lascerebbero».

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