Dopo aver girato solo cortometraggi (come Estranei e Lui), grazie a È un mondo difficile Federico Mottica mostra al pubblico il suo primo lungometraggio.

Un film che è stato presentato per la prima volta in Italia grazie alla ventiquattresima edizione di Alice nella città, Dove Elena Funari ha vinto il premio come miglior attrice, mentre Francesco Castellaneta ha vinto il Premio RB Casting per il miglior giovane interprete italiano (e tutto il resto del cast ha ricevuto una menzione speciale nel suddetto premio).

La storia ruota tutta intorno a Francesco (Francesco Castellaneta) ed Elena (Elena Funari): due giovani che si conoscono una sera per caso a teatro e, tra l’altro, in maniera piuttosto imbarazzante. Ma, nonostante ciò, tra loro scatta subito la scintilla. Dopo i momenti di passione iniziale, le cose possono farsi più serie. Elena presenta Francesco alla propria famiglia e vorrebbe cambiare vita insieme a lui. Il suo sogno è quello di vivere e lavorare a Parigi come attrice. Francesco, invece, è uno studente fuori corso di architettura e non ha alcuna intenzione di lasciare la sua amata Roma. La relazione, quindi, è destinata ad interrompersi, ma lo stesso si può dire del loro amore? Basato sul verso di una nota canzone di Tonino Carotone (il quale fa pure un cameo nel film), È un mondo difficile racconta questa storia in maniera non lineare, grazie all’utilizzo di diversi flashback. Un modo per far capire fin da subito allo spettatore che si tratta di una storia complicata in cui il passato torna spesso a bussare alla tua porta e dal finale che potrebbe essere ancora tutto da scrivere.

Un lungometraggio che offre un’interessante discussione su modi molto moderni di concepire le relazioni, come i concetti di poliamore e di coppia aperta. Si ascoltano dunque più campane, tra cui quella di Pierre La Sultana, perché in una sequenza si sente il celebre (e molto virale) punto di vista dell’iconica e indimenticata cartomante televisiva romana riguardo la superficialità che caratterizza molte donne. Molte sequenze di È un mondo difficile sono ambientate a Parigi. Una delle città più romantiche del mondo. Particolarmente adatta a questa narrazione, al pari dei vari attori internazionali utilizzati per questa produzione. Stiamo parlando soprattutto di Jean Malik Amara, che aveva già lavorato con Federico Mottica in La vita sarebbe molto più semplice senza, e di Édouard Sulpice (Un mondo meraviglioso). Anche per questo motivo È un mondo difficile è un film multilinguistico, con gli attori italiani che si mettono in più occasioni a recitare in inglese.

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