Dalla danza classica alla pole dance, dai social alla voglia di televisione: Gabriella Del Vecchio si racconta a Mondospettacolo tra sensualità, ironia, amore per gli animali e il desiderio di non smettere mai di ballare.
Intervista a cura di Alessandro Cunsolo – Direttore di Mondospettacolo
Gabriella Del Vecchio ha 31 anni, origini pugliesi e siciliane e oggi vive in Piemonte.
Quando parla di sé, la prima cosa che emerge non è la sensualità, né la danza, né il rapporto con i social.
È il carattere.
Si definisce una ragazza semplice, molto buona, socievole e sempre pronta a mettersi a disposizione degli altri.
Poi, certo, c’è anche il lato più provocante.
Quello che lei stessa riassume con una frase che sente molto sua:
«Sono l’angelo dei tuoi sogni e il diavolo delle tue passioni».
E in effetti Gabriella sembra vivere proprio così: dolcezza e carattere, ironia e sensualità, casa e palcoscenico.
«Sono più angioletto che diavoletto»
Gabriella, chi sei davvero quando togliamo social, foto e spettacolo?
«Sono una ragazza semplice. Amo prendermi cura di me stessa e degli animali».
Quando le chiediamo quanto la rappresenti la frase “angelo e diavolo”, non ha dubbi.
«Mi rappresenta molto. Sono un angioletto, troppo brava, però mi piace anche trasformarmi in un diavoletto».
Nella vita di tutti i giorni, però, prevale decisamente la parte più dolce.
«Mi sento più angioletto. Sono davvero una brava ragazza e cerco di mettermi sempre a disposizione per tutti».
Il Salento nel cuore e l’accoglienza come modo di essere
Gabriella sente molto il legame con il Sud.
Del Salento e, più in generale, della cultura meridionale porta con sé soprattutto un’idea molto concreta di accoglienza.
«Sono molto accogliente e cerco di far sentire tutti a proprio agio».
E racconta anche una piccola abitudine che, per lei, dice molto.
«Odio quando si va a cena e ognuno paga la sua metà. Preferisco che una volta paghi una persona e la volta dopo l’altra».
Non è soltanto una questione economica.
Per Gabriella è un modo per vivere i rapporti in maniera più spontanea, meno calcolata.
La danza, fin da bambina
La danza entra presto nella sua vita.
Da piccola studia danza classica e moderna.
Poi arriva la discoteca.
E lì cambia qualcosa.
«Quando andavo in discoteca amavo guardare le cubiste, i costumi, l’atmosfera. Volevo farlo anch’io».
Alla fine ci riesce.
Ma il passaggio più importante arriva con la pole dance.
La pole dance: «Mi fa sentire libera»
Gabriella racconta di essersi avvicinata al palo quasi per caso.
«Mi sono buttata senza che mi insegnassero e oggi faccio corsi da professionista».
Quello che ama di più non è soltanto l’aspetto tecnico.
È la sensazione.
«Amo ballare al palo. Mi fa sentire molto libera. È uno sfogo emotivo, ma soprattutto mi fa sentire davvero libera».
Una libertà che, per lei, ha un significato quasi fisico.
Il corpo diventa uno strumento per uscire dai pensieri e concentrarsi soltanto sul movimento.
Emma Marrone e le canzoni che la descrivono
Tra le artiste che sente più vicine c’è Emma Marrone.
«È la mia cantante preferita. Ogni volta che esce un suo pezzo mi descrive davvero. È una grande artista».
La musica, per Gabriella, non è quindi soltanto accompagnamento alla danza.
È anche qualcosa nel quale riconoscersi.
Prima del palco arriva l’ansia
L’immagine di chi balla può far pensare a una sicurezza assoluta.
Ma Gabriella racconta una realtà molto diversa.
«Prima di iniziare mi viene l’ansia. Ho paura di cadere, di farmi male e anche che la gente possa giudicarmi».
Poi arriva il momento di salire sul palco.
E tutto cambia.
«Una volta salita do il meglio di me. Non guardo nessuno mentre ballo perché mi concentro moltissimo».
E c’è un altro elemento importante.
Non prepara tutto nei minimi dettagli.
«Sono molto spontanea, non preparo mai nulla prima».
Quando qualcosa va storto, si improvvisa.
Musica bloccata, brano sbagliato, imprevisti tecnici.
«Le professioniste devono improvvisare».
Sensualità: «O ci nasci o niente»
Sul tema della sensualità, Gabriella ha un’idea molto netta.
«O ci nasci o niente. Non puoi diventare sensuale dall’oggi al domani».
E aggiunge che, secondo lei, la sensualità nasce soprattutto dalla testa.
«Gli uomini si prendono di testa più che di fisico. La bellezza influisce, certo, ma se hai poco cervello non fai nulla».
Sul palco si sente ancora più sensuale.
E lo sguardo è una parte fondamentale del suo modo di comunicare.
«Io comunico sempre con gli occhi».
Bella anche in pigiama
Gabriella non associa la femminilità necessariamente a tacchi, abiti stretti o look studiati.
Anzi.
«Amo la tuta, le sneakers e via. Mi sento molto comoda. Poi, se una è bella, è bella anche in pigiama».
Anche sul confine tra sensualità e volgarità è molto chiara.
«La sensualità non è volgare per niente. La volgarità non mi piace».
Il corpo e il giudizio degli altri
Gabriella racconta di aver sempre avuto un rapporto abbastanza sereno con il proprio corpo.
«Non mi giudico mai».
Più complicato è stato, invece, il rapporto con i giudizi esterni.
All’inizio alcuni commenti la ferivano.
Ora molto meno.
«La gente parla sempre. Più dicono male e più mi va bene».
E sui messaggi invadenti dei social, ormai, usa soprattutto l’ironia.
«Ormai gli uomini si presentano con la foto dei genitali».
Una realtà che racconta ridendo, ma che restituisce bene anche il lato meno piacevole dell’esposizione online.
«Gli occhi non mentono»
Quando deve capire se un complimento è sincero, Gabriella si affida molto allo sguardo.
«Guardo molto negli occhi e gli occhi non mentono».
Per lei il linguaggio non verbale conta moltissimo.
Probabilmente perché, da ballerina, è abituata a comunicare anche senza parlare.
Instagram come vetrina professionale
Il rapporto con Instagram è molto positivo.
«Amo Instagram e il mio telefono. Mi contattano locali, fotografi. Ho più chiamate via social che al telefono».
Il profilo, per lei, è quindi anche uno strumento di lavoro.
Ma allo stesso tempo sostiene di mostrarsi in maniera estremamente autentica.
«Mi vedete al cento per cento me stessa».
Non sente neppure il bisogno di proteggere completamente una parte della propria vita.
«È bello che i fan sappiano tutto di te».
Se cancella qualcosa, non è perché pensa di aver mostrato troppo.
Semplicemente perché magari quella foto non piace più a lei.
«Preferisco essere ricordata per l’energia»
Quando le chiediamo se preferirebbe essere ricordata per una fotografia bellissima o per ciò che trasmette, sceglie senza esitazione:
l’energia.
E motiva così:
«Foto di donne ne troviamo fin troppe».
È una risposta che racconta bene il suo rapporto con l’immagine.
La bellezza può attirare.
Ma per lei ciò che resta è altro.
«Dicono che potrei fare cabaret»
Gabriella è anche molto ironica.
E chi la conosce le dice spesso che avrebbe qualcosa da spendere anche nel mondo della comicità.
«Tutti mi dicono che potrei fare cabaret».
Un aneddoto di palco lo dimostra bene.
Durante un’esibizione indossava una coda extension.
Ballando, la coda è finita addosso a una persona del pubblico.
Un imprevisto che oggi racconta ridendo.
Istintiva, ma organizzata
Gabriella si definisce molto istintiva.
Ma non disordinata.
«Mi progetto tutta la settimana».
Quando si arrabbia, invece, tende a trattenere.
Molto.
Poi arriva l’esplosione.
«Trattengo tanto e poi esplodo tutto in una volta».
Il difetto che riconosce più facilmente?
Essere troppo buona.
La qualità di cui è più orgogliosa?
Essere molto socievole.
L’attrazione nasce dalla testa
Anche quando si parla di relazioni, Gabriella torna sempre allo stesso punto.
«La testa. Mi devi prendere di testa».
Ama essere corteggiata e ammette di essere molto romantica.
C’è però un comportamento che la porta a perdere immediatamente interesse:
«Uno che non c’è nel momento del bisogno».
Per lei la presenza conta più di tutto.
Amore e libertà
Gabriella sente molto anche il tema della libertà all’interno di una relazione.
Il suo lavoro può portarla spesso lontano o dentro contesti particolari.
Per questo, secondo lei, la fiducia è indispensabile.
«Il mio lavoro mi crea molta distrazione, ma se rispetto il mio partner, quello futuro deve fidarsi di me».
Una relazione, quindi, non dovrebbe diventare una gabbia.
Gabriella fuori scena
Quando non balla, la vita di Gabriella diventa molto più semplice.
«Amo prendermi cura della casa, vedere film e trascorrere tempo con i miei cani».
Le cose che la rendono felice?
La semplicità.
E il luogo nel quale si sente davvero a casa?
Non ha dubbi.
«Casa mia».
Ballare anche dopo i cinquant’anni
Gabriella non vuole immaginare una data di scadenza per la danza.
«Spero di riuscire a ballare anche dopo i cinquant’anni. Non mi voglio mai fermare».
Il desiderio è continuare finché il corpo e la vita glielo permetteranno.
Televisione, sì. Ma con qualche riserva
La televisione la affascina.
«Mi piace molto la TV».
Ma il giudizio sul settore non è propriamente tenero.
«È un mondo davvero pietoso».
Nonostante questo, vorrebbe esplorarlo maggiormente.
Le piacerebbe ballare per un gruppo famoso o per un cantante e, soprattutto, avere l’occasione di fare un programma che le permetta di farsi conoscere davvero.
Non soltanto come immagine.
Ma come persona.
Il sogno di un programma tutto suo
Alla domanda su quale progetto le piacerebbe realizzare, Gabriella torna proprio alla televisione.
«Fare un programma televisivo per farmi conoscere bene».
È probabilmente questo il sogno che meglio riassume il suo momento attuale.
Portare davanti al pubblico non soltanto la ballerina.
Non soltanto la sensualità.
Ma anche l’ironia, il carattere e la persona.
«Quando ballo, esce e vola la mia anima»
L’ultima domanda era una frase da completare.
«Quando ballo, nessuno vede che dentro di me…»
Gabriella risponde così:
«Esce e vola la mia anima, per poi tornare nel mio corpo».
Forse è proprio questa la risposta che racconta meglio il suo rapporto con la danza.
Non tecnica.
Non esibizione.
Non seduzione.
Libertà.
Perché Gabriella Del Vecchio può presentarsi come angelo o diavoletto, mostrarsi sensuale o andare in giro in tuta e sneakers, scherzare sui social o sognare la televisione.
Ma quando sale sul palco, almeno per qualche minuto, sembra non avere più bisogno di scegliere chi essere.
Balla. E lascia volare l’anima.
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