Da Vicenza a Milano, undici anni dentro un mondo che molti giudicano senza conoscerlo. Sara, per tutti ormai “Saretta”, racconta la gestione di Sauna Milano tra eventi, privacy, consenso, amicizie, spettacoli e quella quotidianità molto più normale di quanto si possa immaginare.
Intervista a cura di Alessandro Cunsolo – Direttore di Mondospettacolo
Prima di diventare Saretta, come ormai la chiamano molti soci di Sauna Milano, è semplicemente Sara.
Ha 35 anni, è originaria di Vicenza ma il lavoro l’ha portata a Milano, tanto da essere ormai considerata, scherzosamente, una “lombarda adottata”.
Si definisce determinata, sensibile e piena di idee.
Due aspetti apparentemente contrastanti che, messi insieme, raccontano bene anche il modo in cui affronta il proprio lavoro.
Perché gestire un club privé non significa soltanto organizzare serate.
Significa accogliere.
Spiegare.
Pulire.
Ascoltare.
Proteggere la privacy.
Capire quando qualcuno è a disagio.
E soprattutto ricordare continuamente una regola che, in un ambiente fondato sulla libertà personale, diventa ancora più importante:
un sorriso non è mai un consenso.
Da Vicenza a Milano, fino a Sauna Milano
L’incontro che cambia il suo percorso arriva nel 2015, alla fiera erotica BergamoSex.
È lì che conosce Corrado Fumagalli.
Da quel momento entra nel mondo di Sauna Milano.
Sono passati ormai circa undici anni.
«Sono praticamente volati».
Nel 2024, in occasione dell’edizione del ventennale di BergamoSex, arriva anche un riconoscimento particolarmente significativo: il BergamoSex Gold, attribuito per il contributo dato attraverso Sauna Milano e l’organizzazione degli eventi.
Oggi Sara gestisce il locale insieme al proprio compagno.
E ciò che dall’esterno può sembrare un ambiente estremamente particolare, per loro è diventato semplicemente quotidianità.
Pulizie, organizzazione, eventi e pubbliche relazioni con i soci.
Che cos’è davvero Sauna Milano?
Sara lo descrive come un club privé riservato a soci adulti, frequentato principalmente da singoli e coppie che desiderano trascorrere qualche ora fuori dagli schemi abituali.
Ma ridurlo semplicemente a un “locale per scambisti” significherebbe, secondo lei, raccontarne soltanto una parte.
«È un piccolo angolo tra relax e trasgressione, dove i soci possono conoscere persone nuove ma anche semplicemente rilassarsi».
E c’è una definizione che sente ripetere spesso e che considera forse il complimento più bello:
«Una piccola famiglia».
Perché molti frequentatori, racconta, dicono di sentirsi realmente a casa.
«Provare prima di giudicare»
Uno dei messaggi ai quali Sara tiene maggiormente riguarda i pregiudizi.
Nell’immaginario di chi non ha mai frequentato un club privé, questi ambienti vengono talvolta descritti come luoghi bui, squallidi o frequentati da persone ai margini.
La sua esperienza è completamente differente.
«Sono persone che nella quotidianità vogliono prendersi un po’ di tempo per svagarsi, rilassarsi e magari conoscere altri soci».
E allora la sua domanda è molto semplice:
perché non conoscere una realtà nuova prima di giudicarla?
Essere gentile non significa essere disponibile
Gestire un ambiente dedicato agli adulti può però creare anche equivoci.
A Sara è capitato più volte.
Il suo modo di essere socievole, sorridente e disponibile è stato interpretato da qualcuno come qualcosa di diverso.
Lei mette immediatamente un punto fermo.
«Un sorriso non vuol dire starci».
La gentilezza appartiene al lavoro e al suo carattere.
Non rappresenta un lasciapassare.
Una distinzione che sembra ovvia, ma che in un ambiente nel quale sensualità e trasgressione sono presenti deve essere ribadita con ancora maggiore chiarezza.
Le regole cominciano già dalla cassa
Una delle cose alle quali Sara e il suo compagno tengono maggiormente è spiegare immediatamente come funziona il locale.
Fin dalla reception.
Sia alle coppie sia ai singoli vengono illustrate alcune regole fondamentali.
Tra queste, in particolare, la limitazione nell’uso del cellulare e il rispetto degli ambienti e delle altre persone.
«Sono cose che magari per molti possono sembrare scontate, ma noi preferiamo sempre spendere due parole in più».
Il cellulare è vietato nelle aree nelle quali potrebbe mettere a rischio la riservatezza degli altri frequentatori.
Nelle zone comuni come bar e spogliatoi può essere utilizzato, ma esclusivamente per chiamate e messaggi.
Privacy prima di tutto
La tutela della privacy è uno dei punti sui quali Sauna Milano sembra porre particolare attenzione.
Tutte le immagini e i video utilizzati per la promozione sui canali social vengono infatti realizzati a locale chiuso.
Questo permette di evitare che i soci possano finire accidentalmente all’interno di un contenuto pubblico.
Una domanda che arriva spesso è:
“Perché non fate vedere il locale pieno?”
La risposta di Sara è sempre la stessa.
«Ci sono momenti che non si possono raccontare con una semplice fotografia. Per vederli bisogna viverli».
E soprattutto, potremmo aggiungere, esistono momenti che non devono essere fotografati.
Essere presenti previene molti problemi
Sara racconta che fortunatamente non si sono mai verificati episodi tali da richiedere interventi particolarmente seri.
Attribuisce questo risultato anche alla presenza costante dello staff.
Girare nel locale non serve soltanto per verificare ordine e pulizia.
Serve anche per essere visibili.
Parlare con i soci.
Capire l’atmosfera.
Accorgersi rapidamente se qualcosa non va.
«Quando le persone vedono che siamo presenti, sono anche meno portate ad avere comportamenti fuori luogo».
Con chi entra per la prima volta, l’attenzione diventa ancora maggiore.
L’obiettivo è metterlo a proprio agio senza mai lasciarlo completamente spaesato.
Libertà non significa assenza di limiti
Uno degli equivoci più pericolosi quando si parla di club privé è associare la libertà alla totale assenza di regole.
Nell’esperienza di Sara è esattamente il contrario.
Più un ambiente vuole consentire alle persone di vivere liberamente la propria dimensione privata, più servono rispetto, consenso e limiti chiari.
Entrare in un club non equivale automaticamente ad accettare qualsiasi interazione.
Essere gentili non significa concedere disponibilità.
E qualsiasi rapporto deve rimanere all’interno delle scelte personali di chi vi partecipa.
Gli spettacoli: sensualità senza banalità
Da tempo gli spettacoli dal vivo fanno parte dei fine settimana di Sauna Milano.
Sara li considera un elemento importante dell’intrattenimento.
Un modo per creare atmosfera e, come dice lei, “stuzzicare le fantasie degli avventori”.
Ma anche qui la professionalità fa la differenza.
«Le artiste devono riuscire a esprimere la propria sensualità senza cadere nel banale».
Tra quelle che apprezza maggiormente cita Alex Leon.
«Ogni suo spettacolo è da guardare dall’inizio alla fine. Musica, outfit, coreografia: nulla è lasciato al caso».
E aggiunge:
«Piace a me, ma soprattutto ai soci. Alla fine è quello che conta».
Mojito e la crescita artistica
Un’altra artista alla quale Sara è molto legata è Mojito.
Negli ultimi tempi, racconta, si è dedicata con sempre maggiore convinzione agli spettacoli dal vivo proprio a Sauna Milano.
Sara osserva questa crescita con affetto.
«Mi auguro con tutto il cuore che possa arrivare a raggiungere il suo obiettivo».
Gli spettacoli sono naturalmente costruiti rispettando sempre i limiti scelti dalle stesse performer.
«Sono le artiste a decidere fino a dove vogliono spingersi».
E per Sara esiste una relazione diretta tra professionalità e rispetto da parte del pubblico.
Più l’artista dimostra consapevolezza e capacità di gestione della performance, più anche gli spettatori comprendono naturalmente il confine tra spettacolo e disponibilità personale.
«Le mie mogli»: Mojito e Morgana
Quando si parla di Mojito e Morgana, Sara cambia immediatamente tono.
Diventa più affettuosa.
Le definisce scherzosamente “le mie mogli”.
Prima è arrivata l’amicizia con Mojito.
Poi quella con Morgana.
Tre donne con ruoli molto diversi.
Mojito e Morgana sono content creator.
Sara lavora principalmente nella gestione del locale.
Eppure, fuori da Sauna Milano, il rapporto continua.
«Ci vediamo anche al di fuori del locale. Forse è proprio questo che rende meglio il concetto della family Sauna Milano».
Tre donne senza competizione
Sara tiene particolarmente a un altro aspetto del loro rapporto.
Non c’è invidia.
Al contrario.
Cercano di sostenersi.
Ed è qualcosa che, secondo lei, non è sempre scontato, soprattutto in ambienti nei quali immagine e visibilità possono facilmente generare rivalità.
L’amicizia, però, non impedisce di dirsi le cose.
«Una critica, se fatta nel modo giusto, può diventare uno spunto per migliorare».
Una filosofia che applica anche alla gestione del locale.
Quando i soci portano il salame da casa
La parte forse più sorprendente del racconto di Sara riguarda proprio quei piccoli gesti che difficilmente vengono associati all’immaginario di un club privé.
Ci sono soci che arrivano portando qualcosa da condividere.
Un salame per l’aperitivo.
Pasticcini perché è il loro compleanno.
Qualcosa da mangiare insieme.
Altri sono diventati talmente abituali da lasciare direttamente nel locale alcuni oggetti personali.
Accappatoi.
Tazze per le tisane.
Con una motivazione semplicissima:
«Così quando torno è già qua».
Sara ride raccontandolo.
Ma quei gesti la colpiscono profondamente.
«Scaldano il cuore e ti fanno capire che quello che stai facendo va bene così».
Sentire non basta. Bisogna ascoltare.
Per Sara una delle parti più importanti del lavoro non è parlare.
È ascoltare.
E sottolinea volutamente la differenza:
non sentire, ascoltare.
Soprattutto quando arriva qualcuno per la prima volta.
Può esserci paura.
Imbarazzo.
Dubbi.
Incertezza su come comportarsi.
Il compito di chi gestisce il locale, secondo lei, è cercare di accompagnare quelle persone senza imporre nulla.
Far comprendere come funziona l’ambiente e permettere loro di vivere l’esperienza nel modo più rilassato possibile.
Un privé non è una terapia di coppia
Su un punto Sara è particolarmente netta.
Una coppia in crisi non dovrebbe immaginare un’esperienza trasgressiva come una soluzione automatica ai propri problemi.
«Un club privé non è una seduta di terapia».
Se esistono già difficoltà profonde, entrare in un ambiente di questo tipo non rappresenta una cura.
Per Sara deve esistere alla base un certo grado di fiducia.
L’esperienza deve essere scelta come divertimento, curiosità o svago.
Non utilizzata per tentare di aggiustare qualcosa che è già rotto.
Ed è un tema che, secondo lei, meriterebbe un approfondimento autonomo insieme a quello del consenso.
Undici anni cambiano il modo di conoscere le persone
Dopo così tanto tempo trascorso al Sauna, Sara ammette che il proprio modo di rapportarsi alle persone è inevitabilmente cambiato.
Se ami stare in mezzo alla gente, ridere e scherzare, il rapporto può diventare molto confidenziale.
E spesso sono proprio i dettagli a dimostrare che il legame è diventato autentico.
Ricordarsi una conversazione precedente.
Chiedere:
«Ti ricordi che l’altra volta stavamo parlando di…?»
Una frase apparentemente banale.
Per Sara significa invece aver prestato attenzione.
Essere entrata, anche solo per una piccola parte, nella vita di qualcuno.
Saretta fuori da Sauna Milano
Poi arriva la Sara che molti soci probabilmente immaginano meno.
Nella sua bio di Instagram scrive:
«Vino, lettura, viaggi, musei e musica».
E sono passioni autentiche.
Ama leggere, soprattutto thriller e polizieschi.
Ascolta techno, dance commerciale e musica degli anni Ottanta.
Da veneta ha sviluppato anche una forte passione per il vino e la degustazione.
Tra i suoi preferiti non potevano mancare Amarone e Valpolicella.
E poi ci sono i viaggi.
La voglia di conoscere città nuove.
Musei.
Luoghi.
E naturalmente anche la cucina locale.
Tisana, skincare e serie TV
La Sara che dopo una giornata trascorsa a parlare con decine di persone chiude la porta di casa è molto diversa.
Skincare.
Una serie televisiva.
Una buona tisana.
Sono piccoli rituali che utilizza per staccare.
«È un modo per rigenerarmi».
In fondo, chi trascorre gran parte della giornata occupandosi dell’accoglienza degli altri ha bisogno, prima o poi, anche di tornare a occuparsi di sé.
Nuovi progetti, ma niente anticipazioni
Sul futuro Sara preferisce non dire troppo.
Le idee non mancano.
I progetti nemmeno.
Ma ha una regola:
finché qualcosa non è realizzato, non se ne parla.
Una cosa però è già cambiata.
Ha iniziato a esporsi maggiormente.
Servizi fotografici.
Nuovi progetti.
Podcast.
Occasioni che le permettono di incontrare persone e mostrarsi anche fuori dal ruolo che ricopre quotidianamente all’interno del locale.
Forse non soltanto Saretta di Sauna Milano.
Ma Sara.
«Un ambiente è davvero libero quando…»
Alla fine dell’intervista le chiediamo di completare una frase.
«Per me un ambiente è davvero libero quando…»
La risposta arriva semplice:
«Quando la gente potrà esprimere la propria libertà di pensiero senza dover essere giudicata».
Ed è una frase che, in fondo, riassume tutto.
Un club privé può essere raccontato attraverso la trasgressione.
Gli spettacoli.
Il corpo.
La sensualità.
Ma ascoltando Sara emerge qualcosa di più elementare.
Il bisogno di sentirsi liberi senza sentirsi osservati.
Di poter dire no.
Di poter entrare e non dover dimostrare nulla.
Di essere curiosi senza essere giudicati.
E magari, alla fine, di tornare talmente spesso da lasciare lì persino una tazza per la tisana.
Perché quando un luogo smette di essere soltanto un locale e qualcuno comincia a chiamarlo famiglia, significa che dietro la trasgressione è successo qualcosa di molto più semplice:
si è creato un senso di appartenenza.
Fonte
Intervista a Sara – Sauna Milano, domande di IAIA e cura editoriale di Alessandro Cunsolo. Le domande affrontavano ruolo, organizzazione del locale, consenso, privacy, spettacoli, rapporto con Mojito e Morgana, pregiudizi e vita privata. Intervista_Sara_Sauna_Milano_Mo… Intervista_Sara_Sauna_Milano_Mo…
Le risposte e la biografia integrativa di Sara sono state fornite direttamente alla redazione di Mondospettacolo. Il documento originale precisa inoltre che il ruolo formale e le procedure specifiche del locale erano lasciati alla conferma dell’intervistata.
https://www.instagram.com/la_saretta91_










