Regista, sceneggiatore e scrittore, Matteo Scarfò ha costruito il proprio percorso artistico intrecciando cinema, teatro e letteratura. Laureato in Lingua e Letteratura inglese, da molti anni insegna inoltre la lingua italiana agli stranieri, affiancando all’attività didattica una ricerca creativa che lo ha portato a confrontarsi soprattutto con il cinema indipendente e con l’immaginario fantascientifico.

Il suo percorso cinematografico prende ufficialmente avvio nel 2006 con Fantascienza in pillole, cortometraggio ispirato alle visioni esistenziali e fantascientifiche di Philip K. Dick. Negli anni successivi Scarfò alterna cortometraggi, documentari, videoclip e opere di carattere sperimentale, fino ad arrivare al lungometraggio L’ultimo sole della notte (2016), una storia distopica e post-apocalittica che guarda anche alle suggestioni di James Ballard e che utilizza la fantascienza per interrogarsi sul presente, sul rapporto tra gli individui e sulla società contemporanea. Tra i suoi lavori figura anche Pale Blue Dot: A Tale of Two Stargazers (2021), cortometraggio di fantascienza scritto e diretto da Scarfò, realizzato in lingua inglese e concepito per un pubblico internazionale. Il film affronta temi quali la coscienza robotica, l’intelligenza artificiale, la colonizzazione di altri mondi e i viaggi interstellari, con un immaginario che rende omaggio alla fantascienza di Isaac Asimov e alle vecchie epopee spaziali.

Parallelamente al cinema, Scarfò ha sviluppato un’attività teatrale e letteraria. Ha scritto e diretto adattamenti per il palcoscenico e, nel 2021, ha pubblicato Anita al buio, monologo teatrale scritto insieme a Priscilla Muscat. Nel 2023 è entrato nel collettivo Solarpunk Italia e ha partecipato alla raccolta saggistica Quello che costruiamo non va mai via, dedicata alle città del futuro: il suo contributo, Città immaginarie e sostenibili. Il cilindro di O’Neill; Paolo Soleri e l’Arcologia, riflette sulle possibili forme delle città future tra fantascienza, architettura e sostenibilità.

Nel 2025 è arrivato Esistenza Zero, nuovo lungometraggio di fantascienza con cui Scarfò prosegue la propria ricerca sulle trasformazioni dell’essere umano e sul rapporto con la tecnologia. Un percorso indipendente e personale, dunque, nel quale cinema, letteratura e teatro finiscono per dialogare costantemente e nel quale la fantascienza diventa soprattutto uno strumento per osservare il nostro mondo, le sue contraddizioni e i possibili scenari del futuro. È proprio di questo percorso, delle sue influenze, del cinema indipendente, della fantascienza e delle diverse esperienze artistiche che lo hanno accompagnato nel corso degli anni che Matteo Scarfò ci parla nella videointervista che vi proponiamo.
Ecco la videointervista