L’artista bulgaro Nikolay Deliyanev sarà l’unico rappresentante della Bulgaria alla II° edizione della Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea di Durazzo – fondata dal Dottor Oltsen Gripshi, curatore e storico dell’arte – che inizierà il prossimo 1 ottobre e sarà visitabile fino al 31 ottobre 2026, a cura di Massimo Scaringella.
L’artista internazionale, già noto sia in Italia che in Europa, presenteràla sua “Boundary Illusion” al Padiglione della Bulgaria, nella storica Galeria e Artit Pamor Nikolet Vasia posizionata nel cuore pulsante di Durazzo e sarà presente sia in sede di inaugurazione giovedì 1 ottobre che il giorno seguente venerdì 2 ottobre.
Tema della Biennale di Durazzo quest’anno sarà “Periphery Visual Transitions” (Periferia: transizioni visive) ed è sostenuta dal Ministero del Turismo, della Cultura e dello Sport e dal Comune di Durazzo, in collaborazione con le Ambasciate di Polonia, Kosovo, Brasile e Bulgaria, nonché con l’Istituto Italiano di Cultura.
Nikolay Deliyanev presentail trittico“Boundary Illusion” che si fonda sull’idea che ogni confine sia frutto della percezione. Se immaginiamo l’universo come un’infinita distesa, la nozione stessa di periferia perde significato: ciò che definiamo margine è soltanto il limite temporaneo del nostro sguardo, della nostra conoscenza e della nostra capacità di immaginare.
L’opera esplora la tensione tra il visibile e l’invisibile, tra ciò che crediamo di conoscere e ciò che giace oltre la soglia dell’osservazione. Le frontiere cosmiche non sono luoghi fisici, bensì territori concettuali in cui tempo, materia e luce divengono strumenti di riflessione. Galassie lontane, vuoti cosmici e frammenti di luce primordiale emergono come metafore di una realtà che sfugge continuamente a ogni tentativo di definizione o di contenimento.
Attraverso un linguaggio visivo fatto di forme stratificate, trasparenze e graduali dissolvenze, “Boundary Illusion” mette in discussione le nozioni stesse di centro e periferia, suggerendo che ogni punto dell’universo possa essere, simultaneamente, origine e frontiera. Qui, il confine non separa; genera possibilità, apre nuovi spazi di interpretazione e ridefinisce continuamente il rapporto tra l’umanità e l’infinito.
L’opera invita lo spettatore a confrontarsi con l’illusione dei limiti, trasformando l’ignoto da luogo di distanza in spazio di connessione. In quest’ottica, il margine dell’universo non è un punto d’arrivo, ma un orizzonte in continua espansione dove la percezione si dissolve, dando vita a una nuova consapevolezza: ogni confine esiste solo finché scegliamo di credervi.
Breve Bio Nikolay Deliyanev
Nikolay Deliyanev è un artista bulgaro che vive e lavora tra Roma e la Bulgaria. La sua
ricerca artistica affonda le radici nelle tradizioni dell’arte ottica e cinetica, esplorando l’interazione tra geometria, ritmo, colore e percezione attraverso un linguaggio visivo rigoroso e altamente strutturato.
Le sue composizioni sono caratterizzate da configurazioni dinamiche in cui linee, campi cromatici e forme modulari generano vibrazioni ottiche, tensioni spaziali e mutamenti percettivi, trasformando la superficie bidimensionale in un’esperienza visiva in costante divenire.
Nel corso della sua carriera, Deliyanev ha partecipato a numerose e importanti mostre d’arte contemporanea, tra cui la VI Biennale di Genova, la V Biennale d’Arte Contemporanea di Viterbo, la Biennale di Anzio e Nettuno e, in qualità di finalista, l’XI Biennale Internazionale d’Arte di Roma. Le sue opere sono state esposte in prestigiosi spazi museali, tra cui il Museo di Sant’Oreste, il Museo G. Sciortino e il Palazzo delle Arti di Agropoli.
Parallelamente all’attività espositiva, Deliyanev ha realizzato diverse opere su commissione per istituzioni culturali e diplomatiche bulgare in Italia. Tra queste figurano progetti per la Comunità Ortodossa Bulgara di Roma presso la chiesa di San Paolo alla Regola, l’installazione di Op Art “Flag BG” per l’Ambasciata della Repubblica di Bulgaria a Roma e il logo a dittico creato per l’Istituto Culturale Bulgaro di Roma.
L’opera di Deliyanev indaga il rapporto tra percezione visiva e movimento, invitando lo spettatore a interagire attivamente con l’opera d’arte. Attraverso un preciso equilibrio tra geometria, luce e colore, le sue composizioni trascendono la rappresentazione statica, creando ambienti percettivi immersivi in cui l’immagine viene continuamente ridefinita dall’atto stesso della visione.
