Col regista statunitense Ti West ho un rapporto ambivalente. Avevo amato il suo The Sacrament del 2013, ispirato al famoso fatto di cronaca del massacro della Guyana, mentre avevo trovato abbastanza piatto ed incolore The Innkeepers, che West aveva girato nel 2011 in un vero hotel che si diceva infestato dai fantasmi. Poi, l’illuminazione, che mi ha fatto dire “oh, cavoli, adoro quest’uomo, mi piace proprio un sacco!”: questo è successo con la visione di X: A Sexy Horror Story, diretto dal nostro nel 2022 ed interpretato in un duplice ruolo dalla bella e versatile Mia Goth. Prodotto con un budget di appena un milione di dollari, il film è il primo capitolo di una trilogia che vede successivamente uscire Pearl, sempre nel 2022, e MaXXXine, nel 2024. Ispirato al cinema horror artigianale degli Anni Settanta, che West adora, su sua stessa ammissione, ed anche al mondo dell’industria del porno Anni Sessanta/Settanta, X, diretto, prodotto e co-montato dallo stesso regista, è un film di una potenza assurda che, se va a ripescare a piene mani nei cliché di quel cinema alla Tobe Hooper che tanto ci piace, citando più volte senza remore classici come Non Aprite Quella Porta (1974) o Quel Motel Vicino alla Palude (1976), si allinea però anche con un cinema meno splatter e più disturbante odierno, andando a toccare in maniera forte e dolorosa temi quali la vecchiaia ed il deterioramento dei rapporti di coppia negli anziani, come aveva fatto altrettanto bene nel 2015 M. Night Shyamalan nel suo The Visit. Il tema della sessualità resta centrale, senza però divenire mai eccessivo o fastidioso, ma andando ad incanalarsi in un lavoro di disturbo dello spettatore che sicuramente non potrà lasciare indifferenti.

Il film si apre in Texas nel 1979 dove, in un casale di campagna, la polizia scopre un orrendo massacro, con un alto numero di cadaveri. Ci si sposta poi a 24 ore prima. Maxine è una giovane che sogna la gloria e la fama, e per raggiungerle è entrata a far parte dell’industria del porno, mettendosi insieme al produttore Wayne Gilroy. Con lui, il cast, composto dalla bionda Bobby-Lynne e dall’afro-americano Jackson, e la troupe, composta dal regista R.J. e dalla timida fidanzata Lorraine, la giovane parte per girare un film che dovrebbe aprirle le porte di Hollywood. A tale scopo Wayne ha affittato un vecchio casale di campagna, appartenente all’anziano Howard, già molto strano e poco affabile, che li accoglie col fucile in mano, ed alla di lui moglie Pearl. I due sembrano ultracentenari, e soprattutto lei passa il tempo a spiare la troupe durante le riprese del film: tutto quel sesso sembra risvegliare nella donna passioni mai sopite, a cui il marito non riesce più a far fronte, ed ovviamente per i giovani le cose cominceranno a mettersi male.

Il furgoncino coi giovani spensierati a bordo, lo stop alla stazione di servizio, la casa immersa nelle campagne texane, l’oscura fattoria col grane scalone di legno, il laghetto, abitato da un vorace alligatore, e molti altri dettagli, richiamano in maniera eloquente il cinema a cui West dichiaratamente si ispira, dai succitati capolavori di Hooper a Le Colline Hanno gli Occhi di Wes Craven del 1977, da cui mutua anche l’idea dello spiare continuo dei protagonisti. Sebbene, tuttavia, lavori nel seminato, West riesce a convincere lo spettatore, riesce a creare uno slasher antico e moderno al tempo stesso, capace di coinvolgere, ma, a differenza di molti atri titoli di questo prolifico filone, anche di far riflettere, e di far constatare amaramente quanto sia brutto invecchiare rimpiangendo una bellezza ed una giovinezza che non ci sono più e non potranno più tornare.

I personaggi sono tutti oltremodo interessanti e caratterizzati, ma va da sé che una menzione d’onore va alla splendida Mia Goth. Attrice e modella britannica, classe 1993, la Goth esordisce al cinema diretta nientemeno che da Lars von Trier nel 2013 in Nymphomaniac, a cui seguono titoli interessanti e quasi sempre di genere quali La Cura dal Benessere di Gore Verbinski del 2016, Marrowbone di Sergio G. Sánchez del 2017, Suspiria di Luca Guadagnino del 2018, e, sempre dello stesso anno, High Life di Claire Denis. È tuttavia proprio questo film di Ti West, e la trilogia che vi si genera, a renderla famosa e conosciuta in tutto il mondo, facendo di lei un’eroina del gotha dell’horror. Già, perché in X la Goth non è solo la final girl di turno, la sensuale attrice porno Maxine, ma interpreta anche, sottoponendosi a sedute estenuanti di trucco prostetico, l’anziana Pearl, nella quale sfido chiunque a riconoscerla. La Goth si destreggia abilmente in entrambi i ruoli, rivelandosi, senza alcun dubbio, uno dei punti di forza del film, insieme alla regia particolarmente ispirata di West. Al suo fianco un cast di tutto rispetto, che dà vita ad una carrellata di personaggi un po’ stereotipati, sì, ma comunque decisamente interessanti. Nel ruolo della timida Lorraine troviamo Jenna Ortega, che di lì a poco sarebbe esplosa in tutto il mondo come la Mercoledì della serie tv diretta da Tim Burton; l’altro volto femminile è invece quello della bionda Brittany Snow, che interpreta la scafata pornostar Bobby-Lynne in maniera davvero deliziosa. Nel ruolo della star maschile del film porno, Jackson, troviamo il rapper ed attore statunitense Kid Cudi, scelto probabilmente anche per le sue misure non indifferenti (se davvero è suo il corpo che si vede nelle scene di nudo integrale); in quello del produttore Wayne, il neozelandese Martin Henderson, apparso in horror importanti come The Ring di Gore Verbinski del 2002, Devil’s Knot di Atom Egoyan del 2013 e The Strangers: Prey at Night di Johannes Roberts del 2018; nel ruolo di R.J. troviamo poi l’attore Owen Campbell, che gli appassionati di horror ricorderanno nei panni del vampiro Thomas nel bellissimo My Heart Can’t Beat Unless You Tell It To di Jonathan Cuartas del 2020. Infine, ad interpretare l’anziano Howard, marito e complice di Pearl, troviamo l’attore australiano Stephen Ure, noto per aver interpretato iconiche creature sotto pesante trucco prostetico, come alcuni Orchi della trilogia de Il Signore degli Anelli di Peter Jackson o il satiro de Le Cronache di Narnia di Andrew Adamson (2005). Anche qui, affiancato dalla Goth, non avrà timore a farsi sommergere di protesi per entrare nei panni di un vecchio che pare quasi una mummia vivente, stimolando sinceri sentimenti di raccapriccio e vero e proprio fastidio nello spettatore.

Come già avevano fatto Hooper e Craven, anche West ci regala un viaggio nel cuore malato dell’America rurale più profonda, con tanto di inserti di predicatori televisivi che non possono non farci venire in mente il Padre del The Sacrament da lui diretto nel 2013. Ispirandosi quindi a classici di quel cinema artigianale del passato che tanto ama, ed anche a pellicole più recenti, ed infarcendo tutto di tematiche filosofiche e amare come il confronto tra vecchie e nuove generazioni, la disillusione della vecchiaia ed il rimpianto di un tempo che non potrà più tornare, West ci consegna un horror con una sua discreta dose di originalità, ed anche una colonna sonora che è un vero gioiello, ed un altro dei diamanti del film, composta dai musicisti Tyler Bates e Chelsea Wolfe. La regia di West è poi decisamente interessante, con un buon uso delle sequenze alternate alla tarantino, per rimarcare analogie e contrapposizioni tra la troupe pornografica e la coppia di anziani proprietaria della fattoria. Con la scelta del periodo, il cineasta richiama anche uno degli ultimi momenti storici di glorificazione dell’amore libero e della rivoluzione sessuale prima che arrivasse l’Aids a cambiare completamente le carte in tavola. Sebbene non ecceda mai né da una parte né dall’altra, Ti West riesce a mantenere alto sia il tasso erotico sia quello splatter, in una contaminazione di Eros e Thanatos che è sempre stata uno dei punti di forza del mondo horror.

Concludo affermando quindi che, con X, Ti West non si limita solo a riportare in vita lo spirito ruvido e provocatorio degli horror degli anni Settanta, ma lo rielabora con intelligenza, stile e una sorprendente profondità tematica. Quello che potrebbe sembrare l’ennesimo slasher intriso di sangue e sesso si rivela invece una riflessione affascinante sul desiderio, sull’ambizione, sulla paura di invecchiare e sull’ossessione tutta umana di lasciare un segno. Grazie a una regia ispirata, a un cast in stato di grazia e a un’atmosfera che trasuda amore per il cinema di genere da ogni fotogramma, X è un’opera che diverte, inquieta e conquista. Un horror seducente e feroce, capace di essere, al tempo stesso, un tributo al passato e una delle esperienze più esaltanti del panorama horror contemporaneo. E quando le luci si riaccendono, resta la sensazione di aver assistito a qualcosa di molto più grande di un semplice massacro: un film che affonda le mani nelle pulsioni più intime dei suoi personaggi e ne esce sporco di sangue, ma anche di verità.
Il film è attualmente disponibile sulle piattaforme Amazon Prime Video, MUBI, CHILI, TIM Vision, Apple TV e Rakuten TV, e su dvd e Blu-ray Midnight Factory.
https://www.imdb.com/it/title/tt13560574