Dall’Oriente post-2020 arriva in blu-ray un dittico di titoli accattivanti – entrambi in lingua originale sottotitolata in italiano – per conto della CG Entertainment (www.cgtv.it): il thriller poliziesco Il mistero scorre sul fiume, diretto da Wei Shujun, e il dramma sentimentale Generazione romantica, a firma di Jia Zhangke.

Entrambi accompagnate dai rispettivi trailer nelle sezioni extra dei dischi, due opere che trattano generi differenti, due sguardi agli antipodi che inscenano attraverso un’ottica personale contesti e personaggi appartenenti ad un mondo a sé, tra descrizioni sociali moderne sempre al passo con quanto narrato e guizzi registici che riescono a catturare l’interesse di chiunque.


Il mistero scorre sul fiume (2023)

In un paesino rurale della Cina anni Novanta si consuma un sanguinoso omicidio la cui vittima è una donna anziana rinvenuta sulla riva del fiume; e le indagini portano presto a scovare un colpevole, il quale viene arrestato e, di conseguenza, il caso viene definitivamente chiuso. Ma il capo della polizia criminale Ma Zhe (Zhu Yilong) è convinto che vi sia ben altro dietro questa scottante faccenda, e, indagando personalmente su altre tracce da seguire, arriverà in breve tempo ad una verità schiacciante che conduce ad altre rivelazioni.

Sulla scia di successi orientali come Memorie di un assassino del coreano Bong Joon-ho, con il suo lungometraggio – trasposizione della storia Errore in riva al fiume di Yu Hua inserita nella raccolta Torture del 1997 – il regista Shujun segue una tradizione crime del XXI secolo in cui la vicenda di un’indagine poliziesca diventa pretesto per portare in scena determinati drammi umani. La circostanza dell’uomo di legge Ma Zhe, interpretato con molta meticolosità da da Yilong (arrivò ad ingrassare qualche chilo per il suo ruolo) rappresenta quindi un’ennesima conferma di come il cinema orientale sia capace di analizzare determinati contesti attuali filtrati attraverso un linguaggio che in questo caso varca in modo originale le soglie del thriller d’atmosfera.

Presentato al Festival di Cannes 2023 nella sezione Un Certain Regard.


Generazione romantica (2024)

Siamo a Datong, nel 2001. La giovane Qiao Qiao (Zhao Tao) è innamorata del suo uomo Guao Bin (Li Zhubin) e nulla potrà tenerla lontana da lui; ma, quando quest’ultimo dovrà allontanarsi per questioni professionali, la ragazza decide di ritrovarlo attraversando almeno vent’anni di storia del proprio paese, tra evoluzioni culturali ed esibizioni musicali che mostrano tutto il lato folkloristico della immensa Cina.

Affascinante fin dalla sua genesi creativa dovuta alla volontà del regista Zhangke nel portare a termine un’opera durante la pandemia del Covid-19, Generazione romantica è stato realizzato grazie e soprattutto ad innumerevoli immagini di repertorio conservate dallo stesso dal 2001 in poi, girate in svariati luoghi e strade della Cina in diversi formati che vanno dal video al 16mm per esibire la mutazione culturale di un pese che si muove con grande, veloce entusiasmo. Quello cui Zhangke – che ricordiamo essere autore, tra l’altro, di Still life, del 2006 – fa ricorso è un linguaggio a dir poco anarchico, capace di sfruttare la forza delle sole immagini per portare in scena una storia d’amore senza tempo, ma anche di sorreggersi sull’importanza musicale del caso, atta a esibire le armonie esistenziali di un popolo vivo e spensierato, reduce magari da una parentesi drammatica quale è stato, appunto, il periodo pandemico. In tutto ciò, poi, bisogna lodare un montaggio in grado di inanellare il repertorio come se avesse una studiata consequenzialità, nonostante i diversi anni in cui sono state realizzate le riprese: un minuzioso lavoro realizzato a sei mani dai montatori Yang Chao, Matthieu Laclau e Xudong Lin.

Selezionato per il concorso del Festival di Cannes 2024.

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