Michael Segal, autore di In articulo mortis.

Michael Segal: dalla recitazione alle scene d’azione, fino alla scrittura

Michael Segal è un attore, stuntman, sceneggiatore, regista e scrittore italiano nato a Ferrara nel 1974. Ha studiato recitazione in Italia e negli Stati Uniti e costruito un percorso che attraversa cinema indipendente, horror e azione. Nel suo profilo professionale racconta di aver cominciato a recitare a diciassette anni e a lavorare come stuntman a venticinque. Oggi vive tra Parigi e Roma e affianca al lavoro sul set un’attività letteraria che conta dieci romanzi. Profilo professionale su Filmmakers

Come attore compare in Colour from the Dark (2008), nel ruolo di Pietro, e in Wrath of the Crows (2013), dove interpreta l’Ufficiale. Seguono Zombie Massacre 2: Reich of the Dead (2015), Haunted e The Wicked Gift (2017), Road to Hell (2018) e The Last Heroes (2019). Una filmografia che trova nell’orrore e nelle situazioni estreme un terreno ricorrente. Tra gli altri titoli figurano Europa (2021), Dead Bride (2022) e Dark Parasite (2023). Filmografia su Rotten Tomatoes

Alla recitazione si accompagna la preparazione fisica: arti marziali, combattimento scenico e formazione specialistica per gli stunt. Nel suo curriculum compaiono esperienze con Chevalier Stunts in Danimarca e con le squadre italiane D-Unit e Flying Without Fear. Nel cinema d’azione ha inoltre interpretato Bautista in Saaho e John Gordon in Day Off. Curriculum su Filmmakers

Dietro la macchina da presa firma Dark Blue (2016), film per il quale è accreditato anche come sceneggiatore e interprete del personaggio di Mike. Un lavoro che riunisce le diverse componenti del suo percorso: ideare una storia, darle una forma cinematografica e abitarla attraverso la recitazione. Crediti di Dark Blue

Sul versante letterario, tra i suoi romanzi figurano In articulo mortis (2014), In nomine Dei (2015), Si vis pacem parabellum (2016), Thule (2016) e Codex Daemonicus (2018), presentati nel ciclo Ordine e Caos: storie di Demoni ed Eroi. Un universo in cui indagini, minacce soprannaturali, misteri religiosi e conflitti interiori entrano in contatto. I primi due romanzi sono stati riuniti anche nel volume Ordine e Caos: scegli e schierati. Approfondimento bibliografico su Altrimondi

È dentro questo immaginario che si colloca In articulo mortis, con il detective Dante e la sua capacità devastante di rivivere gli ultimi istanti delle vittime.

Con In articulo mortis, questo confine attraversa la mente di un detective. Per scoprire chi ha ucciso, Dante deve rivivere la morte: assorbire la paura, attraversare il dolore, assistere agli ultimi istanti delle vittime senza potersi sottrarre. Una premessa che intreccia indagine poliziesca, tormento psicologico e orrore paranormale.

Atlanta è una città soffocata dalla criminalità, tra depositi abbandonati, traffici di droga e quartieri consegnati alla violenza. Qui Dante percepisce le tracce della sofferenza rimaste sui luoghi dei delitti. Le vittime gli lasciano immagini, sensazioni e frammenti che nessun rilievo della Scientifica potrebbe raccogliere. Ogni contatto, però, lo consuma. Il sonno si riempie di incubi, il corpo cede e il confine tra ciò che gli appartiene e ciò che ha vissuto attraverso gli altri diventa sempre più fragile.

Il punto di forza della premessa sta proprio nel costo di questa capacità. Dante ottiene risposte pagando con la propria stabilità: più si rende utile alle indagini, più mette a rischio se stesso. Una contraddizione efficace, che dà spessore al protagonista e lega la componente paranormale a una sofferenza concreta.

Ad accompagnarlo c’è Virgil, ex chimico con un passato in carcere, creatore della sostanza che amplifica e stabilizza le sue visioni: la “Divina Commedia”. Il richiamo dantesco è dichiarato e trova una precisa corrispondenza nel rapporto tra i due uomini. Virgil prepara l’accesso a un inferno fatto di memorie agonizzanti; Dante vi entra, affidandosi alle sue competenze e accettandone i rischi. La loro alleanza contiene una domanda inquietante: fino a che punto aiutare qualcuno a usare il proprio dono significa anche contribuire alla sua distruzione?

A spezzare questa routine arriva l’omicidio di Jessica Hamilton. Nella casa della vittima, Dante avverte una presenza diversa, una malvagità che sembra conoscere la strada per raggiungerlo. Sulla parete compare un messaggio: “CI INCONTRIAMO DI NUOVO”. L’indagine diventa così un appuntamento imposto da qualcuno che conosce il suo passato e sa come trasformare il suo potere in un punto debole.

Attorno al detective si stringe anche la pressione del dipartimento. Il capitano McGraf ne protegge i metodi perché producono risultati; il sergente Morris vede in lui un uomo instabile da fermare. È un conflitto che aggiunge interesse all’impianto: la polizia pretende prove utilizzabili, mentre Dante raccoglie verità attraverso esperienze che gli altri possono liquidare come allucinazioni. Nel mezzo rimane un uomo di cui tutti discutono l’affidabilità e che continua a esporsi alla violenza.

Dalla sinossi emerge una proposta convincente, soprattutto nell’intreccio fra investigazione, dipendenza e perdita del controllo. Segal mette al centro un protagonista il cui stesso strumento di lavoro diventa una minaccia, costruendo le premesse per una storia in cui il male lascia conseguenze anche su chi tenta di comprenderlo. La ricerca del colpevole si lega così a una lotta intima: mantenere un confine fra la propria coscienza e le sofferenze che continuano a invaderla.

È questo il nucleo più incisivo di In articulo mortis: per Dante, la morte degli altri continua dentro il proprio corpo. E trovare il colpevole potrebbe non bastare a farla tacere.

Illustrazione di Dante ispirata al romanzo In articulo mortis, creata da Emanuela Ferrara con il supporto dell’intelligenza artificiale.

Di Emanuela Ferrara

Emanuela Ferrara è una scrittrice horror torinese. Ha pubblicato Cronache Oscure e Il rumore sotto Berlino. Sul canale YouTube Echi Notturni conduce Parole nel Buio, format di interviste dedicato ad autori, registi, musicisti e nuove voci del panorama indipendente. Per Mondospettacolo scrive di letteratura, cinema di genere, musica, festival e cultura horror, con particolare attenzione alle realtà emergenti.

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