In Una storia, esordio alla regia per l’attrice Anna Foglietta, Erika (Alba Rohrwacher) e Mauro (Guido Caprino) sono una coppia sposata da anni che vive in un paesino di provincia.
Quando la figlia Irene parte per l’università, il vuoto che lascia in casa stravolge gli equilibri costruiti in tutti quegli anni, e il loro rapporto comincia ad incrinarsi.

Erika, che si è sempre presa cura degli altri, la figlia, la madre e il marito, smarrisce all’improvviso lo scopo delle proprie giornate, il vuoto di non avere più impegni legati alla figlia la logora. Mauro, cresciuto nel rigore di un padre autoritario, resta invece ancorato al “va tutto bene, non lamentiamoci e andiamo avanti”, non si confronta mai con le proprie fragilità perché sempre concentrato sul portare a termine il lavoro. Ma quando perde il lavoro, anche per lui inizia una crisi profonda. E Una storia è un film che non decolla mai. L’idea di per sé non sarebbe male: seguire questa coppia che cambia come le stagioni dell’anno, tra solitudini, insofferenze e modi diversi di reagire al cambiamento. È un film sussurrato, quasi voyeuristico, dove l’inquadratura è sempre fissa sui personaggi, quasi a volerli spiare.

Il problema di Una storia manca del tutto uno spunto originale è una vicenda già vista, ascoltata, letta mille volte e che raramente riesce ad emozionare. I personaggi risultano piuttosto stereotipati, la moglie che si abbandona senza una figlia da accudire, il marito che si perde senza un lavoro a definirlo. Anche sul fronte delle interpretazioni il film convince poco. Alba Rohrwacher offre una prova monotona, il suo personaggio resta perennemente con lo sguardo triste perso nel vuoto, senza reali variazioni di registro in nessun momento del lungometraggio. Si potrebbe obiettare che sia una scelta legata al personaggio, ma il risultato è uno spazio emotivo piuttosto piatto. Lo stesso vale per Guido Caprino, altrettanto monocorde. Si vede, purtroppo, che la Foglietta sia al suo debutto alla regia, in quanto la messa in scena si rivela incerta, priva di un vero punto di vista che vada oltre l’osservazione dei due protagonisti. Il risultato è un film scialbo. Una storia è una storia sbiadita.