Quattro anni fa il suo nome è diventato noto grazie a Il gatto con gli stivali 2 – L’ultimo desiderio, un lungometraggio d’animazione che ha davvero cambiato la storia della Dreamworks.
Joel Crawford torna dunque a dirigere un film con L’isola dei ricordi, un’avventura fantasy ambientata nelle Filippine. Insieme a lui, sia per la regia che la sceneggiatura, Januel Mercado.

Questa storia comincia negli anni Novanta, con la piccola Jo. Una bambina ricca di entusiasmo che, in occasione di un progetto scolastico, decide di raccontare una storia di sua nonna, la quale afferma di essere stata in un’isola piena di creature fantastiche chiamata Nakali. Non viene naturalmente creduta, e molti la deridono. Reagendo a un bullo, si mette nei guai, ma è proprio durante quella punizione che conosce Raissa. Queste due ragazze diventano immediatamente amiche del cuore. Un legame che genera presto tanti bei ricordi condivisi, come braccialetti, musicassette e il guardare insieme il film Predator. Passano gli anni e arriva il momento del diploma. Raissa è stata presa alla Caltech, negli Stati Uniti, e quindi l’università la terrebbe tanto lontana da Jo, la quale sembra essere rimasta la stessa bambina delle elementari. Parlando per l’ennesima volta di Nakali, proprio nella sera prima della partenza di Raissa riesce – non si sa come – ad aprire un portale magico sulla riva della spiaggia. Una volta risucchiate, le due ragazze si risvegliano in un luogo che sembra essere l’isola tanto raccontata da nonna Fatima. Come i protagonisti di Una notte da leoni, però, non ricordano nulla delle ultime ore, ma portano sul corpo i segni di qualcosa di particolare, come dei tatuaggi. Non potranno fare altro che cercare di ricostruire gli eventi di quei ricordi perduti e trovare un modo per ritornare a casa. Come accennato all’inizio, anche L’isola dei ricordi è una sorta di figlio dell’ultimo gatto con gli stivali. Difficilmente la Dreamworks ha portato al cinema storie deludenti, ma, riguardo all’animazione, quando ha utilizzato quella 3D è stata spesso e volentieri poco spettacolare. Il film del 2022 ha invece cambiato le carte in tavola, perché questa tecnica rivoluzionaria ha unito l’animazione 2D a quella computerizzata, ed è stata in seguito riutilizzata in Il robot selvaggio e Dog Man, nonché ripresa da film della concorrenza come KPop Demon Hunters e Goat – Sogna in grande.

Ci sono poi varie influenze nipponiche, con alcune espressioni che ricordano molto quelle degli anime Mahō shōjo di fine anni Novanta (come Magica Doremì) e, soprattutto, diversi elementi della mitologia filippina. Su Nakali si trovano tante creature appartenenti a questo folklore. Molte dolci, buffe e adorabili, ma ci sono anche quelle spaventose e malvage, come il manananggal. Proprio quest’ultima è la principale antagonista de L’isola dei ricordi, con sequenze che si possono definire un po’ soft horror. Niente di eccessivo, precisiamo: superata l’età prescolare non dovrebbero esserci problemi con tali sequenze. Come in Inside out, questo film ci ricorda l’importanza dei ricordi e delle emozioni, così come il personaggio della nonna è molto simile a quello di Tala di Oceania, ma L’isola dei ricordi è soprattutto una versione moderna di Peter Pan. Nakali è come l’isola che non c’è, e Jo è il celebre personaggio di J. M. Barrie, ma al femminile. Chissà se Raissa sarà la Wendy capace di farle fare il giusto salto di qualità? Lo scoprirete andando al cinema a vedere L’isola dei ricordi, che in Italia sarà presente con un doppiaggio diretto da Carlo Cosolo. Nella loro versione adulta Jo e Raissa sono doppiate da Lucrezia Marricchi e Luisa D’Aprile. Il lupo mannaro Raww ha la voce di Alessandro Tiberi, Edoardo Stoppacciaro è Re Truffle Wuffle, Alessandro Quarta il demone bambino Bungi, Gabriele Sabatini il tritone Mermahn. Le due protagoniste da bambine hanno voci diverse anche nella versione italiana. Francesca Mancin è la piccola Raissa, mentre la giovanissima Jo è Giorgia Piancatelli, che in occasione dell’anteprima stampa romana ha dichiarato di sentirsi molto legata a questo progetto. Infatti, è l’autrice di un romanzo epic-fantasy dal nome La farfalla d’argento, del quale sta lavorando ad una trasposizione cinematografica con il regista Dan Blasterio Salsano. Un doppiaggio melodioso, in linea con tutto il film (infatti, nella colonna sonora sono presenti brani iconici come Don’t You (Forget about me) dei Simple minds) in cui l’unica nota stonata è la voce italiana di Batiba: la scelta è ricaduta su Giulia Vecchio, un’attrice alla sua prima esperienza al leggio. Infatti, la differenza rispetto agli altri professionisti del settore si percepisce abbastanza.