Nel panorama cinematografico contemporaneo, il nome di Gianluca Manzetti si sta imponendo come uno dei più interessanti e versatili della sua generazione. Regista e sceneggiatore romano, nato il 27 settembre 1990, Manzetti rappresenta perfettamente la figura del cineasta moderno: un autore capace di muoversi con disinvoltura tra il cinema di genere, il thriller psicologico e le suggestioni della cultura pop, senza mai perdere di vista la cura formale e l’estetica visiva.

Il suo percorso artistico affonda le radici in una solida formazione accademica. Dopo aver conseguito la laurea in Storia e Critica del Cinema al DAMS dell’Università degli Studi Roma Tre – discutendo una tesi sul capolavoro fanta-horror Videodrome di David Cronenberg –, Manzetti decide di unire la teoria alla pratica. Frequenta laboratori di sceneggiatura con maestri del calibro di Robert McKee, Lidia Ravera e Ivan Cotroneo, affinando una penna capace di intercettare le nevrosi e le tendenze della società contemporanea.

Prima di debuttare come regista titolare, Manzetti affronta una lunga e preziosa “gavetta” sul campo. Lavora come assistente alla regia per alcuni dei più grandi nomi del cinema italiano e internazionale, assorbendo segreti e metodi da registi come Stefano Sollima, Ferzan Özpetek, Sergio Castellitto e Giovanni Veronesi, fino a confrontarsi con produzioni hollywoodiane firmate da Simon West e Frank Miller. Questa versatilità lo porta anche a dirigere la seconda unità del cinecomic internazionale Dampyr.

Il talento visivo di Manzetti emerge inizialmente nei cortometraggi, come Pastarelle (2016) e Insetti (2017), e si consolida nel mondo della moda e della pubblicità, firmando progetti di rilievo come il fashion film Bulgari: GlamRebel (2019). Nello stesso anno, la Junior Chamber International gli assegna il prestigioso Premio TOYP (Ten Outstanding Young Persons of the World), riconoscendolo come una delle giovani eccellenze italiane.

Il salto definitivo verso il lungometraggio avviene con Roma Blues (2023), presentato al Torino Film Festival e arrivato nelle sale nel 2024. L’opera prima, che vede protagonisti Francesco Gheghi e Mikaela Neaze Silva, mette in luce la sua capacità di raccontare le sfumature generazionali sullo sfondo di una Roma insolita. A stretto giro arriva la conferma del suo talento con Dedalus (2024), un thriller psicologico presentato alla Festa del Cinema di Roma. Con questa pellicola, distribuita da Eagle Pictures, Manzetti scava a fondo nelle dinamiche distorte del mondo dei social media e dei content creator, confermandosi come un autore lucido, moderno e con uno sguardo cinematografico internazionale.

Ecco la videointervista

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