Noto soprattutto per i suoi film horror conditi di abbondante gore e derive anche nel soprannaturale, dopo aver girato Antropophagus – Le origini e Angelus Tenebrarum Dario Germani continua a spaziare tra i generi e si cimenta attraverso Sangue d’oro nell’action.

Un’opera ricca di sequenze ad alto tasso di adrenalina, con una trama che attraverso la sacralità non lesina derive horror.

Probabilmente composto da mercenari, un commando armato entra attraverso dei tunnel sotterranei in una chiesa all’interno dello Stato Vaticano per rubare un’ampolla contenente il sangue di Cristo. Durante una vacanza nelle Filippine, vengono improvvisamente aggrediti l’ex comandante delle forze speciali Jake Mitchell alias Lorenzo Buran e sua moglie Sofia, ovvero la Nathalie Rapti Gomez già diretta da Germani in Revival. Gli esiti drammatici di tale evento vedranno il confronto tra forze avverse muoversi su una scacchiera mondiale, con l’azione che sarà portata fino all’estremo. Il risultato è un action movie che spicca per tensione e per sequenze che tengono lo spettatore col fiato sospeso, anche grazie ad un plot molto originale che dal sacro sconfina in un racconto a tinte horror. Il contesto in cui si muove Sangue d’oro restituisce un respiro internazionale di alto livello, alternando con grande fluidità Roma, Manila, New York e Bratislava, fino a Nefta, ai confini del deserto del Sahara. Il progetto è ambizioso quanto riuscito e le sequenze d’azione sono sia realistiche che molto scenografiche. E ciò evidenzia anche il contributo di professionisti come Alessandro Gaudio, qui coordinatore degli stuntman, professionista dall’importante carriera che lo ha portato sia oltreoceano a lavorare in pellicole quali Equilibrium con Christian Bale e Sean Bean, sia con importanti produzioni italiane, come nel caso de La migliore offerta di Giuseppe Tornatore.

Le location, come accennato, comprendono diverse città del mondo, e ognuna è rappresentata da una propria identità peculiare e distintiva che restituisce quel senso di realismo ad una vicenda atta a coinvolgere stati e gruppi paramilitari mentre tracima nel sacro, riuscendo a sfoderare colpi di scena che restano impressi. Sangue d’oro rievoca dunque il fascino dei b-movie action d’antan, ma evidenzia doti tecniche di alto livello al timone di regia. Da segnalare come Germani nasca prima di tutto in qualità di direttore della fotografia, che anche qui, come in altri suoi lavori, cura in maniera efficace dando quel tocco che conferisce atmosfere drammatiche e di suspense alle sequenze d’azione grazie a tagli di luce per cui si conferma maestro. Menzione d’onore anche per il montaggio curato da Lorenzo Fanfani, genera ottimamente un grande ritmo in cui l’adrenalina non manca, in perfetta sintonia con la visione del cineasta romano. Per la riuscita degli effetti speciali pratici, poi, il merito va come al solito a David Bracci, mentre la colonna sonora che non resta sullo sfondo ma, anzi, contribuisce con echi di grande impatto a diventare una protagonista aggiunta, è firmata da Simone Pastore.

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