A ventisei anni da Scary movie – Senza paura, senza vergogna… senza cervello!, che, partendo da Scream di Wes Craven, nel 2000 provvide a parodiare i film dell’orrore del periodo generando poi quattro sequel, i creatori fratelli Wayans tornano ad occuparsi del franchise con Scary movie, al contempo sesto capitolo e reboot.

Perché, come i fan sanno bene, Keenen Ivory Wayans realizzò soltanto i primi due film della saga, poi sostituito nel terzo e nel quarto dal David Zucker che, storico artefice insieme al fratello Jerry e al compianto Jim Abrahams di successi comico-demenziali del calibro de L’aereo più pazzo del mondo e Top secret!, produsse inoltre nel 2013 Scary movie 5 di Malcolm D. Lee.

Il Keenen Ivory Wayans che figura in questo caso soltanto tra gli sceneggiatori accanto ai fratelli Craig, Marlon e Shawn, questi ultimi due destinati a riprendere i ruoli di Shorty e Ray che ricoprirono, appunto, nei suoi due lungometraggi. Come pure fanno ritorno Anna Faris e Regina Hall che, assenti soltanto nel citato Scary movie 5, vestono nuovamente i panni di Cindy e Brenda per ritrovarsi ad avere a che fare con gli omicidi attuati da un serial killer mascherato da Ghostface dopo aver interrogato telefonicamente le proprie vittime sul cinema horror. E, sotto la regia del Michael Tiddes cui si devono, tra gli altri, i due Ghost movie e Cinquanta sbavature di nero, fin dal prologo che vede coinvolta la Martedì di Savannah Lee Nassif che fa il verso alla Mercoledì dell’omonima serie televisiva burtoniana sono stavolta il quinto e il sesto Scream ad essere presi principalmente di mira; mentre dal capostipite tornano la reporter Gail Hailstorm di Cheri Oteri, il bizzarro Doofy Gilmore ora in pensione di Dave Sheridan e lo sceriffo Greg di Lochlyn Munro.

Ma ritroviamo anche il Chris Elliott visto nel secondo e nel quarto Scary movie durante la oltre ora e mezza di visione in cui, dal Candyman del 2021 a Longlegs di Osgood Perkins, con qualche cameo a sorpresa e una Faris impegnata a rifare in chiave ridicola la Jamie Lee Curtis della trilogia Halloween di David Gordon Green non viene risparmiato quasi nessun titolo della Settima arte di paura. E non solo di paura, in quanto, in mezzo a riferimenti a Scappa – Get out, a I peccatori, a Final destination: Bloodlines, a Smile e a M3gan, trovano spazio anche frecciatine rivolte a Ballerina – spin off di John Wick – e al biopic musicale Michael. Man mano che, con inclusi nel mucchio The substance e addirittura il già dimenticato Ma interpretato da Octavia Spencer, il tentativo dell’operazione è chiaramente quello di colpire il politicamente corretto della cultura woke che ha investito la Hollywood del terzo millennio. Come da tradizione wayansiana si sbeffeggiano dunque continuamente l’omofobia e il razzismo, ma vi è anche il tempo di prendere per i fondelli gli influencer e l’era del Covid-19, fino a due ultime sequenze poste nello scorrimento dei titoli di coda. Però, se da un lato, complice oltretutto una autocitazione del loro White chicks, per meglio comprendere ogni aspetto di questo Scary movie è necessario conoscere bene i lavori e la filosofia umoristica della famiglia Wayans, dall’altro ci si domanda quando è che si dovrebbe ridere.

Dinanzi alla gag a base di addominali blindati? Nel momento in cui vengono tirati in ballo assurdi tamponi nasofaringei per il test del Coronavirus? Oppure quando viene replicata la situazione del centro commerciale di Terrifier 3 con aggiunta di testicoli regalati ad una bambina? È decisamente difficile rispondere, eppure c’è chi si diverte nel vedere continuamente sfoggiati falli di plastica, plug anali e perfino un mega squirt. Per non parlare di immancabili “effetti stupefacenti” e del doppio senso con il verbo “venire” inserito in più di un’occasione nei dialoghi. D’altra parte, il grande consenso di pubblico di Scary movie – Senza paura, senza vergogna… senza cervello! e del suo primo seguito venne decretato proprio dall’allora inedito e inaspettato eccesso di volgarità portata sul grande schermo. Un modo di fare a quanto pare apprezzato da gran parte degli spettatori. Per gli altri soltanto noia e demenza tutt’altro che divertente, come anche nel caso di questo Scary movie 2026, dalla formula di conseguenza stucchevole e ripetitiva per quanto datata. Aggiungiamo poi che, tenendo in considerazione i suoi precedenti lavori, Tiddes non è certo una garanzia di qualità in fatto di risate in fotogrammi. Decisamente meglio recuperare l’intramontabile comicità intelligente e molto più raffinata di Scary movie 3 – Una risata vi seppellirà, senza alcun dubbio il miglior tassello dei sei.

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